
La scuola sta vivendo un momento di difficoltà. Fa fatica a stare dietro ai giovani sempre più dipendenti dai telefonini e dai social. «Non vorrei essere nei panni dei ventenni di oggi. Ogni giorno se ne sente una nuova. Ho paura per il futuro delle mie figlie. Cerco di ascoltarle, di essere forte e indirizzarle. Alla loro età, a 13 e 20 anni, non avevo i social. Attraverso tutti questi strumenti vedono e sentono tutto. Che ansia! Da lì esce la rabbia della gente. In Spagna i social sono vietati ai minori di 16 anni. Mia figlia di 13 anni è nata con Instagram. Vietarlo sarebbe come togliere il ciuccio a un neonato. Forse bisognerebbe inserire lo studio dei social a scuola, e usarli in modo intelligente».
Anche Anna Ferzetti, dal canto suo, impara molto dalle figlie. «I ventenni sono fortissimi e sono pieni di cose da dire», sostiene l’attrice, «occorre lasciali esprimere, ascoltarli e comunicare con loro. Ci siamo chiusi tutti in una bolla, manca la condivisione e il saper stare insieme, perché ogni minuto si sta sul telefonino a capire che cosa sta succedendo nel mondo. Dalle mie ragazze imparo tante cose, tutti i giorni. Mi stupiscono. Mi fanno capire che mamma sono e che madre sto diventando».
Domani interrogo è una sorta di omaggio alla scuola e agli insegnanti che resistono. «È un film importante in un momento storico complesso, in cui i professori dovrebbero essere tutelati e invece sono abbandonati e per nulla sostenuti dalla società», dichiara Anna Ferzetti. «La scuola è il fondamento di tutte le istituzioni», aggiunge la scrittrice e prof. Gaja Cenciarelli, «è la base della democrazia. Nonostante tutto i docenti sono tenuti a non desistere. Si vince, si soffre, si fallisce e i ragazzi si perdono, ma si deve andare avanti. È un obbligo morale, non solo professionale». Anna Ferzetti è impegnata anche a teatro con lo spettacolo People, Place & Things di Duncan Macmillan. A dirigerla è il marito Pierfrancesco Favino.