Firenze, 10 febbraio 2026 – Non si placa, ma anzi si arricchisce di un nuovo capitolo, la polemica sul Giorno del Ricordo e sulla partecipazione, annunciata e poi annullata, dell’ex parlamentare Italo Bocchino, attuale direttore editoriale del Secolo d’Italia, alla seduta solenne del consiglio regionale della Toscana organizzata per l’occasione. I consiglieri di Fratelli d’Italia e di Forza Italia, come annunciato nei giorni scorsi, hanno deciso di lasciare l’aula dopo l’inno, per protestare contro la decisione. Ad annunciare e motivare la decisione del centrodestra è stata la capogruppo Fdi, Chiara La Porta, mentre Bocchino, presente lo stesso, ha attaccato duramente il Governatore Giani.

Italo Bocchino

Italo Bocchino

Come è nata la polemica

L’ex parlamentare sarebbe dovuto intervenire durante la seduta di oggi, martedì 10 febbraio, perché ha curato un cortometraggio sulla storia degli esuli realizzato da una imprenditrice toscana, Federica Masoni Martini, discendente di esuli istriani dalmati, ma Anpi e Aned, oltre ad alcuni partiti di sinistra, hanno alzato le barricate. Questo, alla fine, ha portato la presidente del consiglio regionale Stefania Saccardi, tramite una nota, ad annunciare che la commemorazione odierna si sarebbe svolta “senza interventi esterni”. Bocchino, da par suo, ha confermato fin da subito la sua presenza, spiegando che avrebbe partecipato lo stesso alla commemorazione del Giorno del Ricordo, a maggior ragione dopo che il centrodestra ha annunciato di aver prenotato un’altra sala: un ’consiglio parallelo’ in modo tale da permettere a Bocchino di proiettare il cortometraggio e svolgere l’intervento.

Il Giorno del Ricordo e le polemiche. Duello in consiglio regionale. Bocchino: “Io censurato” (ma poi c’è la stretta di mano)

L’intervento di La Porta

“Preso atto di quanto deciso dall’ufficio di presidenza oggi alle 12 – ha detto La Porta prima dell’inizio della seduta – noi di Fdi e il gruppo di Fi comunichiamo che non parteciperemo allo svolgimento della seduta solenne per l’esclusione all’ultimo dell’ospite che non era un ospite portato qui per fare politica, ma la voce narrante di un docufilm riguardo la storia di un esule proprio toscano e quindi era inerente al giorno del ricordo. Quindi noi non ci prestiamo in quello che si è trasformato in un dibattito perché riteniamo che non ci possa essere un dibattito in un ricordo di un fatto storico”. Al termine dell’intervento della capogruppo i consiglieri di Fdi e di Fi hanno lasciato l’aula. E’ rimasto invece in aula Massimiliano Simoni, l’ex consigliere della Lega che ha annunciato il passaggio a Futuro Nazionale. 

La risposta di Saccardi

Nel suo intervento, la presidente del consiglio regionale Stefania Saccardi ha ribadito che l’ufficio di presidenza “alla fine ha deciso di svolgere un Consiglio regionale senza interventi esterni. Quindi, nessuna censura”. Per Saccardi il tema non era la partecipazione di Bocchino “in quanto tale, ma il fatto di riuscire a celebrare una giornata così importante come il Giorno del Ricordo tutti insieme senza, all’interno del Consiglio, persone che potessero suscitare contrasti e contrapposizioni che avrebbero reso la celebrazione di questa giornata non un momento di memoria collettiva come dev’essere”.

Bocchino: “Giani pavido”

E non si è fatto attendere nemmeno l’intervento di Bocchino, presente come promesso. “Sono stato censurato. Proviamo a immaginare, al contrario, se fosse successo a un giornalista di sinistra. La mia colpa è semplicemente di non essere di sinistra, anche se sono uno studioso delle Foibe, me ne occupo da 40 anni”. Bocchino, poi, ha rincarato la dose attaccando lo stesso Giani: “Sono fra i dieci giornalisti in Italia che ha letto tutto ciò che è stato scritto, conosce la storia, sono firmatario della legge che istituisce il giorno del Ricordo – evidenzia – tutto questo, però, non basta perché ci sono politici con la ‘p’ minuscola come Giani che si fanno dettare l’agenda dall’Anpi nel 2026″. Poi l’affondo: “Qualcuno ha voluto portare indietro la lancetta della storia per pavidità. Giani non conosce la storia dei confini orientali d’Italia, perché solo chi non la conosce la può affrontare in maniera così superficiale”.

Prosegue Bocchino: “L’errore storico è stato di farsi dettare la linea dall’Associazione nazionale dei partigiani. Io sono grato ai partigiani per aver contribuito a combattere il nazifascismo e a darci la libertà ma sul tema delle foibe e dell’esodo non hanno diritto di parola. Noi volevamo semplicemente portare in una sede istituzionale un cortometraggio, di cui sono un protagonista e voce narrante, perché sono uno studioso di quella vicenda. E’ molto grave quello che ha fatto istituzionalmente Giani”.

“L’errore politico – continua – è il fatto di essersi fatto un boomerang terribile, si è creato da solo una notizia nazionale: un presidente di Regione che mette il bavaglio a un giornalista perché è un giornalista di destra. Questa cosa è molto grave ma noi abbiamo le spalle larghe e non ci facciamo intimorire o censurare da Giani”.

La replica del Governatore

Pronta la replica di Giani: “Ritengo che questo Consiglio regionale, fin da quando è stata istituita per legge questa cerimonia, non possa rimproverarsi niente perché ha sempre vissuto con dedizione e profondità il senso della Giornata del Ricordo. Dobbiamo ricomporre le ferite della storia perché ora dobbiamo pensare all’Europa unita, a una realtà che non può essere solo moneta unica e burocrazia, ma anche di un senso politico di identità e in nome di questo – ha concluso Giani – dovremo ricomporre quello che la storia ci trasmette come ferite”. 

La stretta di mano

Alla fine, però, arriva una stretta di mano. E’ quella tra il protagonista della vicenda, Italo Bocchino, e la presidente del consiglio regionale, Stefania Saccardi. “Mi avete fatto un regalo”, chiosa il giornalista, riferendosi alla visibilità mediatica che quella che lui stesso ha definito una “censura” gli avrebbe donato.