L’atleta dopo il successo nella staffetta mista con Fontana, Confortola, Spechenhauser: «Non è un gesto fatto in modo irrispettoso verso gli avversari, ma tutto rivolto al pubblico»
Il traguardo tagliato di spalle e l’esultanza con una mano all’orecchio e l’altra verso il cielo. «L’ho fatto per gasare il pubblico che ci ha molto aiutato. Quando siamo andati in testa alla gara, ci ha spinto moltissimo». Così il pattinatore Pietro Sighel, con al collo la medaglia d’oro, spiega perché ha deciso di superare all’indietro il traguardo nella staffetta mista dello short track, faccia agli avversari che lo inseguivano, nella gara vinta il 10 febbraio a Milano. «Era un pensiero che mi era venuto tempo fa e oggi era il momento giusto per mostrarlo. Oggi avevamo questo buco» (cioè il distacco, data la distanza dai secondi), perché «abbiamo fatto una gara perfetta. Noi non abbiamo sbagliato nulla», aggiunge Sighel, specificando che il voltarsi all’intero «non è un gesto fatto in modo irrispettoso verso gli avversari, ma tutto rivolto al pubblico».
«Ho chiuso un cerchio»
In gara formazioni composte da due donne e due uomini: due giri e mezzo a testa, per due volte. Quello degli azzurri Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini e Pietro Sighel è un oro formidabile; il terzo per Arianna Fontana ai Giochi.
«Ho chiuso un cerchio – dice alla Rai Sighel, giunto al suo quarto podio olimpico – era l’obiettivo della mia Olimpiade vincere la medaglia che mi mancava e l’ho fatto con una squadra incredibile, siamo la squadra più forte. Ervamo in bolla, abbiamo gestito bene i momenti, in finale siamo venuti fuori quasi facilmente sfruttando al meglio la pressione degli altri. Il pubblico è stato la spinta in più».
10 febbraio 2026 ( modifica il 10 febbraio 2026 | 18:27)
© RIPRODUZIONE RISERVATA