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Redazione Milano

Altra accusa per Daniela Santanchè. Una vicenda giudiziaria che si intreccia con il passato imprenditoriale della ministra del Turismo e riapre il dibattito politico

La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Milano nell’ambito di una nuova ipotesi di bancarotta connessa al fallimento di Bioera spa, la società del gruppo del biofood di cui è stata presidente fino al 2021. L’indagine – coordinata dai pm Maria Giuseppina Gravina e Luigi Luzi – rappresenta un capitolo inedito rispetto al precedente fascicolo aperto per il crac di Ki Group srl, anch’esso nel mirino della magistratura milanese.

La Procura ha ottenuto la liquidazione giudiziale di Bioera lo scorso dicembre, dopo che la società non aveva trovato un accordo sostenibile con i creditori e aveva evidenziato un patrimonio netto fortemente negativo. Il Tribunale fallimentare ha accolto la richiesta dei pm proprio per il rischio di insolvenza e l’assenza di un piano industriale valido, aprendo così la strada al fascicolo penale per bancarotta.



















































Per Santanchè si tratta di un altro filone che si aggiunge a un quadro giudiziario già complesso. Nell’inverno scorso infatti la Procura di Milano l’aveva iscritta nel registro degli indagati per bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento di Ki Group srl, società del gruppo che aveva guidato fino al 2021 e che era stata dichiarata in liquidazione giudiziale con un passivo di diversi milioni di euro. Il caso Ki Group rappresenta già un tassello importante dell’inchiesta: nell’atto di proroga delle indagini notificato a dicembre, i magistrati contestano alla ministra – insieme ad altri ex amministratori – la responsabilità nella gestione societaria che ha portato alla crisi irreversibile dell’azienda attiva nel settore dei prodotti biologici.

Non è il solo fronte giudiziario aperto per Santanchè: parallelamente, la ministra è coinvolta in altre vicende processuali. A Milano è rinviata a giudizio per false comunicazioni sociali nel caso dell’editore Visibilia, società da lei fondata e poi lasciata in vista dell’ingresso nel governo, e ha affrontato contestazioni per la gestione della cassa integrazione Covid in relazione alla stessa azienda. Santanchè, attraverso i suoi legali, ha sempre respinto ogni addebito di responsabilità personale, affermando di essere «completamente estranea» alle vicende penalmente rilevanti legate alle crisi societarie da cui è poi uscita prima di assumere incarichi istituzionali.

Il nuovo capitolo sull’ipotesi di bancarotta per il crac di Bioera riapre il dibattito politico e giudiziario attorno alla figura della ministra, nel pieno di un governo che fa dell’immagine e della legalità un tema centrale nel confronto pubblico. 


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10 febbraio 2026