Milano, 10 febbraio 2026 – Da ieri non si smette di parlare di lui, da quando il ghiaccio dell’Ice Arena di Milano ha tremato sotto il peso di un’aspettativa quasi insostenibile. Ilia Malinin, americano di 21 anni, è medaglia d’oro nel ‘team event’ di pattinaggio sul ghiaccio alle Olimpiadi di Milano-Cortina, insieme con la squadra a stelle e strisce. La sua performance è stata decisiva, il peso che ha fatto spostare l’ago della bilancia. 

Il ‘Quad God’ – come l’hanno soprannominato a casa, il ‘dio dei (salti) quadrupli’ – è sceso in pista consapevole che tutto il lavoro dei suoi compagni – dai veterani Chock e Bates a Ellie Kam e Danny O’Shea — poggiava sulle sue spalle.

Dopo sette segmenti di gara su otto, Stati Uniti e Giappone si trovavano in una parità quasi assoluta a quota 69 punti contro 68. La tensione era palpabile: il vantaggio di cinque punti accumulato dagli americani nei primi due giorni era svanito sotto i colpi dei campioni del mondo Miura/Kihara e della stella Kaori Sakamoto. Come riportato dall’Associated Press, Malinin ha affrontato il momento con una lucidità glaciale: “Ho pensato: ‘Ok, io sono il fattore determinante. Devo solo fare quello che devo fare’”.

Approfondisci:

Lindsey Vonn: “L’unico fallimento nella vita è non provarci. Sogniamo, amiamo, saltiamo. E a volte cadiamo”Lindsey Vonn: “L’unico fallimento nella vita è non provarci. Sogniamo, amiamo, saltiamo. E a volte cadiamo”ITALY MILANO CORTINA OLYMPIC GAMES

Ilia Malinin premiato con la medaglia d’oro (Ansa)

Il salto ‘proibito’

Malinin non ha pattinato al 100% del suo potenziale – come ha ammesso lui stesso dopo un programma corto sottotono che lo aveva visto secondo con 98.00 punti – ma il suo esercizio è comunque di un altro pianeta. Malinin ha effettuato 5 salti quadrupli, aprendo con un enorme quadruplo flip e chiudendo con combinazioni spettacolari in sequenza: un quadriplo toe-triple flip e un quadriplo salchow-triple axel. Malinin ha sfoggiato pure un salto fino a poco tempo fa proibito, il backflip, mortale all’indietro. Anche se ha sporcato un elemento e ha optato per un triplo axel più sicuro al posto del quadruplo, il suo punteggio di 200.03 ha scavato un solco incolmabile per lo sfidante giapponese Shun Sato.

ITALY MILANO CORTINA OLYMPIC GAMES

Ilia Malinin esegue il salto mortale all’indietro (Ansa)

Il New York Post sottolinea come, nonostante Sato abbia risposto con una prova quasi perfetta e stilisticamente più pulita, la tecnica di Malinin sia rimasta fuori portata. Sato si è fermato a 194.86 punti, consegnando agli Stati Uniti l’oro per un solo punto di scarto.

Il messaggio dell’esibizione

In molti non si sono soffermati esclusivamente sulla performance sportivo-artistica del giovane atleta, ma hanno invece notato che una voce accompagnava le note dei brani selezionati. Si trattava di alcune parole registrate da Malinin stesso, interpretate come una sorta di ‘messaggio’ per la sua generazione.

“L’unica vera saggezza sta nel sapere che non sai nulla, il perduto è nell’ignoto, abbraccia la tempesta”, recitava la prima parte del ‘monologo’. “Sei qualcosa, ma non niente – continua la registrazione – Il passato non è una catena, ma un filo. Tiralo e potrebbe portarti a casa”. Per poi concludere: “Inizia da dove la luce non arriva più, da dove nessun sentiero è ancora stato tracciato”.

“Siate affamati, siate folli”, avrebbe riassunto Steve Jobs: un messaggio – quello del pattinatore 22enne – che non ha fatto che aggiungere enfasi a un’esibizione che già – per salti, piroette e sottofondo musicale – stava emozionando i tifosi come poche altre.

Chi è il ‘Quad God’

Non è sbagliato dire che per Ilia Malinin, il pattinaggio scorre nel sangue. Nato a Fairfax (Virginia) nel 2004, è infatti il figlio d’arte di una dinastia del ghiaccio: i suoi genitori sono Tatiana Malinina e Roman Skorniakov, entrambi pattinatori olimpici che hanno gareggiato per l’Uzbekistan.

Malinin ha riscritto la storia della disciplina diventando il primo atleta in assoluto ad atterrare in competizione il quadruplo axel, il salto più difficile e pericoloso del pattinaggio di figura, precedentemente considerato quasi impossibile. La sua ascesa è stata fulminea: dopo aver dominato a livello giovanile, ha vinto due titoli mondiali consecutivi arrivando a Milano Cortina 2026 come l’uomo da battere e il principale innovatore tecnico della sua generazione.

Sul lato umano, nonostante la giovane età, il Quad God è perfettamente in grado di gestire la pressione mediatica: le aspettative nei suoi confronti sono state altissime alla vigilia. Non si può dire, però, che non siano state rispettate.