È andata come poteva: ai rigori. Fino alla fine, col cuore in gola per il risultato e con il viaggio per Milano prenotato. Ma non è andata come doveva. Alla fine è il destro di Stanislav Lobotka a segnare la conclusione dell’esperienza in Coppa Italia del Napoli di Antonio Conte. Anche per quest’anno. Un’altra notte da dimenticare, stavolta dal dischetto, dopo una gara voluta e riacciuffata, forse anche meritata nel finale. Quanto peserà sulla valutazione della stagione? Con un trofeo in tasca e uno ormai perso. Un altro, dopo la Champions salutata due settimane fa. Sarebbe servita un po’ di buona sorte stavolta. Ma alla lotteria, quest’anno, gli azzurri non sarebbero fortunati mai: figurarsi ai rigori.

APPROFONDIMENTI

La sorpresa

Cesc le prova proprio tutte per sorprendere Conte. E alla fine ce la fa. Perché il ballottaggio tra Douvikas e Morata per il ruolo di prima punta lo vince…Caqueret. Il 25enne fantasista di Vénissieux agisce da falso riferimento offensivo ed è per la prima volta nella sua carriera. Insieme con Nico Paz si alternano nel ruolo di elemento più offensivo del Como, ma non c’è bisogno di stare fermi perchè Cesc chiede ai suoi esattamente il contrario. Conte, invece, per stavolta cambia tanto visti gli standard degli ultimi mesi: torna Milinkovic-Savic in porta, c’è Beukema in difesa, ci sono Mazzocchi e Giovane. Elmas prende il posto di McTominay in mezzo al campo. I lagunari partono subito fortissimo, la sfida vera è Addai-Olivera e l’uruguagio va spesso in affanno.

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Dall’altro è bellissimo il duello Hojlund-Ramon: giovani, forti, fortissimi. Il Napoli non comincia male, anzi ha l’occasione di essere pericoloso in diverse occasioni: da calcio d’angolo con Jesus, in una incursione del solito Vergara, con Hojlunfd che fa il bello e cattivo tempo nell’area di rigore. Poi, però, da metà frazione è la squadra di Cesc che alza i ritmi: Mazzocchi e Olivera cominciano a boccheggiare sui continui tagli di Smolcic e Addai, anche Juan Jesus comincia a perdere riferimenti. Ma è soprattutto in mezzo al campo che c’è la differenza: se il Como porta cinque uomini a gestire la mediana, dall’altra parte il solo Lobotka sembra una scheggia impazzita senza McTominay in appoggio. Lo slovacco conta già 5 palle perse all’intervallo, il dato più indicativo.La gara cambia al 39 : taglio illuminante di Valle che brucia Mazzocchi, il cross al volo è d’oro per Smolcic che viene steso da Olivera in area. Rigore trasformato da Baturina Sul capovolgimento dell’azione, Holund è steso da Ramon in area: ma il fallo è cominciato appena prima della linea ed è troppo laterale l’azione anche per il cartellino rosso.

Incoscienti Giovane

Ma è soprattutto l’approccio del brasiliano Giovane al debutto dal primo minuto che non convince. In tutto il primo tempo tocca appena cinque palloni, si fa vedere solo a sprazzi ed è evidente che l’intesa con i compagni non sia neppure agli albori. Nel momento del bisogno, il Napoli si appoggia ancora una volta al salvatore della patria con un nome e cognome chiari. Non passa nemmeno un minuto nella ripresa e Vergara mette le cose a posto, freddissimo davanti a Butez, approfittando dell’ennesimo schema codificato per andare in gol. Cambia l’inerzia, Manganiello si fa fischiare dal Maradona intero per la mancata espulsione di Ramon, così Cesc lo richiama e mette in campo anche Douvikas mentre Conte risponde con Alisson.

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Si rivede pure Politano. Hojlund spreca una bella occasione per il raddoppio appena prima di prendere posto in panchina lasciando spazio a Lukaku. Meglio il Napoli nel finale: Conte richiama anche Vergara in panchina dando spazio a Gutierrez. Fabregas risponde nel finale con Vojvoda che dà ampiezza e freschezza: è sua l’ultima occasione deviata in angolo da Milinkovic. È partita da strappi, quelli di Spinazzola e quelli di Baturina, quelli di Romelu (prova a liberare il sinistro senza successo) e quelli di Douvikas. Non bastano quattro minuti di recupero e si va ai rigori. Lukaku e Perrone ci avevano provato a accorciare i tempi. Ma alla fine servono otto rigori. Lobotka si fa ipnotizzare da Butez dopo anche anche Milinkovic era riuscito a fare gol. Addio alla Coppa anche stavolta.