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Erica Dellapasqua
Tredicesima fumata nera per la carica di presidente del cda Rai. Nella seduta plenaria di stamane nessun componente era presente per la maggioranza. Floridia: «Situazione straordinaria, stallo dura da un anno»
Tredicesima fumata nera in commissione di Vigilanza Rai per il voto su Simona Agnes come presidente del cda Rai. Nella seduta plenaria di stamane 11 febbraio, convocata per le 8.15, per la maggioranza non si è presentato alcun componente. E’ dunque venuto meno il numero legale per esprimere la votazione.
Per le opposizioni erano presenti: Antonio Nicita, Francesco Verducci, Stefano Graziano e Ouidad Bakkali (Pd); Maria Elena Boschi, Dafne Musolino e Annamaria Furlan (Iv); Dario Carotenuto, Anna Laura Orrico, Gaetano Amato e Dolores Bevilacqua (M5S) e Giuseppe De Cristofaro (Avs).
Trascorsi mesi, quindi, dall’insediamento del consiglio di amministrazione della Rai, ancora non si sblocca lo stallo in commissione di Vigilanza. E l’ennesima elezione mancata è anche l’occasione, questa volta, per tenere alta la polemica sulle ultime vicende che hanno travolto l’azienda, dalle gaffe alle Olimpiadi al caso di Andrea Pucci, il comico che ha deciso di rinunciare a Sanremo.
Al termine della seduta, le opposizioni hanno inviato una lettera alla presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Barbara Floridia (M5S), per chiedere la convocazione «immediata» dell’ad di viale Mazzini Giampaolo Rossi senza attendere che si pronunci la giunta del Regolamento del Senato.
Floridia si era infatti rivolta alla stessa giunta per chiedere una interpretazione normativa in merito alla possibilità di effettuare la convocazione anche in mancanza di una condivisione della decisione nell’ufficio di presidenza della Vigilanza. Parere che, tuttavia, al momento non è stato ancora fornito.
Le opposizioni: «Olimpiadi e Pucci, il tempo è scaduto»
«Questa mattina – si legge nella lettera firmata dai capigruppo in commissione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Angelo Bonelli (Avs), Maria Elena Boschi (Iv) – davanti all’ennesima diserzione della Vigilanza Rai da parte della maggioranza, abbiamo chiesto ufficialmente alla presidente Barbara Floridia la convocazione immediata dell’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, per consentire alla Commissione di svolgere finalmente le sue funzioni. Come noto, da oltre un anno i lavori sono bloccati per il ricatto della maggioranza, che impedisce il numero legale con l’obiettivo di imporre la propria candidata alla presidenza della Rai».
«Altrettanto grave – si legge ancora – è l‘immobilismo del presidente La Russa, che ha trovato il tempo per telefonare al comico Pucci ma non di convocare la Giunta per il Regolamento e dirci se questa audizione si può fare – come già accaduto in passato – o meno, nonostante i ripetuti solleciti delle forze di opposizione».
«Questo stallo – concludono i capigruppo dell’opposizione in Vigilanza – non può proseguire oltre. Solo per restare alla stretta attualità è inconcepibile che questioni essenziali come la gestione delle Olimpiadi da parte del servizio pubblico dopo la figuraccia targata Paolo Petrecca vengano messe a conoscenza del parlamento solo sui giornali senza che se ne possa discutere nella sede istituzionale preposta come la Commissione di vigilanza. Il tempo è scaduto: Giampaolo Rossi venga in vigilanza il prima possibile».
Floridia convoca l’ad Rossi
Invito, quello delle opposizioni, raccolto da Floridia.
«Ho ricevuto la lettera delle opposizioni – ha risposto la presidente della commissione di Vigilanza Rai – e vista la straordinarietà della situazione, con lo stallo che perdura da oltre un anno e l’assoluto immobilismo della Giunta per il Regolamento, ho deciso di procedere oggi stesso con la convocazione dell’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi. La sua audizione potrà tenersi nei giorni 18 o 19 febbraio oppure 3 o 5 marzo, a seconda delle sue disponibilità. È mio dovere garantire che la Commissione possa finalmente svolgere le proprie funzioni, tanto più in un momento in cui c’è un grande dibattito che attraversa l’opinione pubblica e la stampa su questioni essenziali relative al servizio pubblico, da cui il Parlamento non può in alcun modo rimanere fuori».
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11 febbraio 2026 ( modifica il 11 febbraio 2026 | 09:47)
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