Gasp è felice per l’olandese: i suoi gol per volare. Pronto con Dybala e Soulé il tridente per il Napoli

Alessio D’Urso

11 febbraio – 11:36 – MILANO

Tutti per Malen, Malen per tutti. Nel calcio spirito di gruppo e motivazione sono paroline magiche che stavolta, più di altre volte, hanno un significato preciso se riferite al centravanti olandese e alla Roma di Gian Piero Gasperini: vuol dire che attorno a questo centravanti vero è pronta a stringersi la squadra e lo stesso attaccante, a sua volta, è pronto a premiare a suon di gol gli sforzi dei compagni. Succede con Donyell, detto “Don” a Trigoria, quasi con quella reverenza che si deve ai lupi d’area di rigore venuti da lontano. E lui, il numero nove giallorosso originario del Suriname, si è preso già la piazza giallorossa, spazzando via i nomi altisonanti del mercato di gennaio, da Raspadori a Zirkzee, da protagonista assoluto in un ruolo di finalizzatore che dalla scorsa estate non ha avuto padroni dopo i ripetuti test (in tutto o in parte falliti) con Dovbyk, Ferguson e i vari falsi nove che si sono alternati lì davanti.

Spietato—  

E invece Malen si appresta a diventare uno dei crack invernali di sempre. Con 3 gol nelle prime 4 partite da titolare in Serie A ha già eguagliato un certo Gabriel Omar Batistuta dopo quattro gare in giallorosso e ha fatto meglio di bomber di rango e storici come Romelu Lukaku, Edin Dzeko, Vincenzo Montella, Abel Balbo e Roberto Pruzzo. Nessuno ha segnato più di Malen nella veste da debuttante, nemmeno Piedone Manfredini nel lontano 1960 (anche lui arrivò a quota tre). Con quella di lunedì sera contro il Cagliari, inoltre, sono 5 le doppiette segnate nei 4 campionati europei in cui l’attaccante ha giocato (Olanda, Germania, Inghilterra e Italia) e ora Gasp lo ha paragonato a Gianluca Vialli, un confronto a dir poco lusinghiero. Il tecnico, felice all’Olimpico per il 2-0 che è valso l’aggancio al quarto posto occupato dalla Juve, è convinto che se servito bene Malen potrà segnare tanti gol in questo campionato in forza del suo vasto repertorio in area di rigore. A dire il vero, lo ha detto sin dallo sbarco dell’olandese a Roma. Ecco perché è un Donyell da Champions, grazie ai suoi movimenti in profondità (che hanno disorientato il Cagliari all’Olimpico), il tiro come ossessione e la freddezza sottoporta con doti di rapinatore d’area (come ha dimostrato il bis contro i sardi).

formazione anti napoli—  

E ora l’olandese, proprio in ossequio al celebre motto “Tutti per uno, uno per tutti” tratto dal romanzo “I tre moschettieri” di Alexandre Dumas, chiama a raccolta i compagni e in particolare gli altri due talenti giallorossi Dybala e Soulé, per vincere il primo big match stagionale domenica contro il Napoli. Paulo in settimana dovrebbe tornare in gruppo per formare il miglior tridente possibile all’esame Conte, proprio a trazione Malen. Che ora potrà usufruire degli assist dei due argentini, in particolare quelli di Paulo, che a Torino contro i granata il 18 gennaio scorso ispirò l’olandese al debutto con un filtrante in area dei suoi. Una trama che ha rubato l’occhio ai tifosi, che sperano ora di poter vedere la migliore Roma possibile nei sedici metri, con il contributo pure dell’ultimo acquisto Bryan Zaragoza e del sempreverde Lorenzo Pellegrini. E risuonano quelle parole di Gasp, giustappunto alla vigilia del match col Torino, con cui l’allenatore presentò l’ex Psv e Borussia Dortmund in un momento di scetticismo tra i tifosi giallorossi sul fronte centravanti: “Parlate tanto di Zirkzee, ma lo conoscete Malen? In nazionale gioca lui titolare, non Zirkzee…”.

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Rimpianti—  

All’Aston Villa, manco a dirlo, già è tutto un ribollire di rabbia e rimpianti dopo la partenza di Malen. Se il centravanti sta entusiasmando nella Capitale, il giamaicano Bailey tornato dal prestito a Birmingham è criticatissimo dai tifosi che rivorrebbero invece indietro l’olandese. Ma Donyell sarà riscattato a fine stagione in un modo o nell’altro. È stato preso in prestito oneroso per due milioni di euro fino a giugno con diritto di riscatto fissato a 25, che diventerà di fatto obbligo al verificarsi di due condizioni: che la Roma si qualifichi in Champions o in Europa League e che lui, Malen, disputi almeno la metà delle partite in questi mesi. Un fatto che può già definirsi scontato, visto com’è stato impattante il suo arrivo in giallorosso e considerato come il centravanti affronta sempre le sue sfide: in silenzio ma con tanta concretezza. Per lui, finora, hanno parlato i gol.