di
Francesca Basso
L’intervento della presidente della Commissione europea alla plenaria al Parlamento europeo a Strasburgo: tra le priorità, «il commercio, il mercato unico e la semplificazione»
Dalla nostra corrispondente
BRUXELLES – Giovedì i leader europei dei Ventisette discuteranno di come rafforzare il mercato unico in un nuovo contesto geoeconomico, creato dagli Stati Uniti di Donald Trump. Alla vigilia, mercoledì mattina, ne hanno discusso anche gli eurodeputati riuniti in plenaria a Strasburgo. Il Parlamento europeo gioca un ruolo fondamentale in questa partita perché la maggior parte delle misure che saranno adottate per rilanciare la competitività seguiranno il normale iter legislativo dove i colegislatori — Parlamento e Consiglio (Stati membri) — sono protagonisti. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato le sue priorità: «Primo, il commercio. Secondo, il mercato unico. E terzo, la semplificazione». Per von der Leyen serve «una tabella di marcia comune per il mercato unico fino al 2028», che intende sottoporre all’approvazione dei leader Ue al Consiglio europeo di marzo: «Includerà l’impegno ad adottare rapidamente alcune proposte chiave, tutte entro la fine del prossimo anno. Perché il tempo è essenziale». Ma soprattutto von der Leyen ha ricordato che «abbiamo bisogno che tutti facciano la loro parte». Quindi anche il Parlamento europeo, che di recente è stato criticato da alcuni Stati membri.
Commercio
Competitività vuol dire indipendenza. Ed è questo a cui punta l’Unione europea da quando ha capito che gli Stati Uniti di Trump non sono più l’alleato di un tempo, sono diventati altamente imprevedibili. «Le dipendenze rischiano di trasformarsi in armi di coercizione — ha detto von der Leyen —. Pertanto, dobbiamo eliminare i colli di bottiglia nelle nostre catene del valore più strategiche». L’Ue deve allargare la «rete di partner affidabili». E von der Leyen lo dice al Parlamento europeo che ha chiesto il parere della Corte di Giustizia dell’Ue sulla conformità dell’accordo con i Paesi del Mercosur nel tentativo di rallentarne l’entrata in vigore. Von der Leyen ha detto che sono in arrivo altri accordi commerciali con Australia, Thailandia, Filippine ed Emirati Arabi Uniti.
Mercato Unico
La presidente ha ricordato che secondo il Fmi «le barriere interstatali nella nostra Unione sono tre volte più elevate di quelle negli Stati Uniti». L’obiettivo è completare l’integrazione del Mercato unico, frenato spesso dagli interessi nazionali. Ne discuteranno giovedì anche i leader a cui sarà chiesto un impegno a superare le resistenze. Von der Leyen ha annunciato che in marzo la Commissione proporrà il 28° regime: «Lo chiamiamo Eu Inc – ha detto – : un insieme unico e semplice di norme che si applicherà senza soluzione di continuità in tutta l’Unione, in modo che le imprese possano operare in tutti gli Stati membri molto più facilmente. I nostri imprenditori potranno registrare una società in qualsiasi Stato membro entro 48 ore, completamente online. Eu Inc faciliterà l’accesso ai finanziamenti nelle fasi di avvio e di espansione. Eu Inc consente operazioni transfrontaliere fluide e una rapida chiusura in caso di fallimento di un’azienda». Il completamento del Mercato unico passa anche dall’Unione energetica, «fondamentale per abbassare ulteriormente i prezzi». Il problema è la mancanza di interconnessione e di reti, secondo von der Leyen, oltre alla «nostra dipendenza dai combustibili fossili».
Preferenza europea
Un tema che divide i Ventisette è la «preferenza europea», ovvero clausole di salvaguardia, incentivi quando i contenuti hanno una certa quota di made in Ue e acquisti di materiale europeo (il «buy european»), per proteggere le imprese Ue. La preferenza europea è fortemente difesa dalla Francia e guardata con sospetto dalla Germania e dai Paesi Nordici. «Credo che nei settori strategici la preferenza europea sia uno strumento necessario che contribuirà a rafforzare la base produttiva europea – ha detto von der Leyen -. Può contribuire a creare mercati guida in quei settori e a sostenere l’espansione delle capacità produttive europee. Ma voglio essere chiaro: è una linea sottile da percorrere. Non esiste una soluzione “universale”. Ecco perché ogni proposta deve essere supportata da una solida analisi economica ed essere in linea con i nostri obblighi internazionali».
Semplificazione
È il tema dei temi: la semplificazione intesa come «pulizia normativa a tutti i livelli». Ma ormai sempre più Paesi Ue invocano una «deregulation», incluso il Ppe a differenza dei Socialisti che ancora mercoledì mattina hanno criticato nel dibattito al Parlamento europeo questa tendenza. Von der Leyen ha detto che «le aziende europee ci dicono di spendere quasi quanto in burocrazia che in ricerca e sviluppo». Per la presidente della Commissione europea se si intende «seriamente» la semplificazione, allora va ridotta la «frammentazione» e anche l’abitudine degli Stati ad applicare le direttive a vantaggio delle istanze nazionali.
11 febbraio 2026 ( modifica il 11 febbraio 2026 | 10:36)
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