di
Redazione Spettacoli

Aveva 101 anni ed è stata lei a chiedere alla figlia riserbo: «Non voleva più “fare notizia”»

Ha fatto la storia della televisione e dell’informazione, prima telegiornalista italiana, inviata, mezzobusto, esperta di moda. Ma poi, una volta lontana dalle telecamere, ha preferito non far parlare di sé, tanto che la sua scomparsa è diventata pubblica solo ora, a oltre sei mesi dalla sua morte. Il 20 luglio scorso, a Roma, se n’è andata Bianca Maria Piccinino, una vera e propria pioniera, prima donna a condurre il telegiornale in Italia. Aveva 101 anni. 

È stata lei stessa a chiedere riserbo, ha spiegato la figlia, Paola Ricci: «Il silenzio è stato voluto da lei, per sua decisione non ho divulgato la notizia se non ai parenti e agli amici più stretti. Immagino che poi sia comunque trapelata e ormai, a oltre sei mesi dall’accaduto, riesco a parlarne, anche se con tanta fatica. La mamma, una volta uscita dalle scene, non ha più voluto “fare notizia”, nemmeno quando ha compiuto 100 anni, nel 2024, e molti volevano intervistarla». 



















































Nata a Trieste nel 1924, laureata in biologia, aveva iniziato la carriera alla Rai come autrice e presentatrice di programmi scientifici e sugli animali.  Il giorno stesso del provino era andata in onda, aveva raccontato: «Fu la mia prima apparizione televisiva per dare la notizia scientifica del giorno: il ritrovamento di un fossile della catena evolutiva». 

Negli anni 60 aveva collaborato a vari programmi con Mario Soldati e con Enzo Biagi, poi iniziò a occuparsi di moda, argomento considerato ad esclusivo appannaggio femminile. Fu la prima donna a condurre il tg del pomeriggio sul Canale Nazionale, e, dopo la riforma della Rai, il Tg1 delle 13.30. Il 15 marzo 1976 condusse insieme ad Emilio Fede la prima edizione del nuovo Tg1. 

Tra le sue telecronache più celebri, ci fu quella del matrimonio di Carlo e Diana il 29 luglio 1981. La crescente notorietà le diede l’opportunità di intervistare alcuni personaggi particolarmente iconici, da Sophia Loren a Mikhail Gorbaciov, da Lady Diana a Indira Gandhi.

11 febbraio 2026