Ben 490 milioni di visualizzazioni in 6 anni. È quanto gli episodi di “Mare fuori” hanno totalizzato dal debutto del 2020 ad oggi. Una cifra destinata a salire dal 4 marzo quando su RaiPlay debutteranno i primi 6 episodi della sesta stagione, con i successivi 6 disponibili dall’11 marzo per poi debuttare prossimamente in prima serata su Rai 2. «Un laboratori permanente che si rinnova», come la definisce Maria Pia Ammirati, direttore Rai Fiction, a cui fanno eco le parole di Roberto Sessa, produttore Picomedia. «Un’avventura per niente scontata. Stiamo già lavorando alle stagioni 7 e 8». Si torna, ancora una volta, all’IPM di Napoli. Al centro del racconto ancora Rosa Ricci (Maria Esposito), erede del boss don Salvatore alle prese con conflitti familiari, vendette del clan Di Salvo e ricerca di redenzione. Oltre a lei, l’arrivo di nuovi giovani detenuti e la loro lotta per un futuro diverso.
Una storia di seconde possibilità
Alla regia Beniamino Catena – «Ho cercato di mantenere una continuità, ma anche di calcare un aspetto specifico della serie: la sua musicalità» – per una sceneggiatura firmata, tra i tanti, da Maurizio Careddu. «Cerchiamo nelle realtà storie che possano appassionare ed essere funzionali al progetto per educare il pubblico e mostrare che chi sbaglia ha una seconda possibilità», spiega. «Questo ci differenzia da Gomorra. Il male esiste, ma lo combattiamo grazie alla rappresentazione di chi persegue il bene. Non a caso – prosegue – non abbiamo “resuscitato” il personaggio di Ciro Ricci. Sebbene molto amato, credevamo che la rappresentazione di un cattivo tout court fosse negativo. Abbiamo una nostra etica che ci guida e non scriviamo pensando alla politica».
Tra i personaggi più amati, ritroveremo anche Carmela interpretata da Giovanna Sannino. «È il personaggio del fuori, che può sembrare marginale», spiega l’attrice. «Un’anima nera ed errante che quasi perde del tutto la sua umanità. Un briciolo le resta grazie alla maternità. È una ragazza che gioca a fare la boss. Uno specchio di una società che abbandona chi non ha la possibilità di indirizzare bene la propria vita.
L’emblema di una terra di nessuno in cui il male trova la sua fertilità».
Le new entry
Mentre sul versante new entry saranno svariati i nuovi personaggi di cui faremo la conoscenza. Come l’arrivo tra le detenute di tre sorelle, Sharon, Marika e Annarella, interpretate da Cartisia Somma, Carlotta Pinto e Greta De Rosa, di Mey Ling (Joyce Huang), una giovane detenuta straniera dal passato misterioso e di una ragazza di buona famiglia, Stella, che ha commesso un errore imperdonabile pur di sfuggire all’oppressivo ambiente domestico. A prestarle voce e corpo è Virginia Bocelli, figlia del tenore Andrea. «Fin da piccola ho sempre guardato Mare Fuori insieme ai miei genitori. Ed è stato un onore avere l’opportunità di far parte di questo progetto», ha raccontato la giovane attrice. «Vengo da un mondo completamente diverso, quello della musica, è stato un salto spaventoso. Ma sul set mi sono trovata benissimo con tutti».
Il ritorno di Artem
Durante la conferenza stampa di presentazione del sesto capitolo di “Mare fuori” sono stati rassicurati i fan sul destino di Pino, il personaggio interpretato da Artem Tkachuck. L’attore negli scorsi mesi è stato al centro di un fatto di cronaca – era stato accusato di aver danneggiato un macchinario dell’Ospedale Vecchio Pellegrini a Napoli – per poi affidare la sua versione ai social raccontando di aver subito un TSO, negando l’accaduto e sottolineando l’assenza di una denuncia. «Artem è un pilastro fondamentale nel nostro percorso fin dalla prima stagione. È un ragazzo da ammirare e da proteggere che viene da un’esperienza personale di vita molto complicata», sottolinea Sessa. «Si è aperto moltissimo con noi. Negli ultimi mesi ha avuto delle difficoltà in più e gli siamo stati vicini. Continua a far parte della nostra avventura. Ma, come tutti i personaggi che vivono all’interno del laboratorio di Mare fuori, se la vena narrativa del suo personaggio si esaurirà, si troverà una via d’uscita. È solo una questione narrativa, tutto il resto è strumentalizzazione».
Ultimo aggiornamento: mercoledì 11 febbraio 2026, 17:20
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