Bologna, 11 febbraio 2026 – Un’unica Senologia a Bologna. L’Ausl e l’Irccs Policlinico Sant’Orsola uniscono le forze nella lotta al tumore della mammella in un percorso interaziendale per quanto riguarda prevenzione, screening, diagnosi. Dall’unione nasce così uno dei centri più grandi del Paese per competenze, professionisti e tecnologie a disposizioni, ma soprattutto per numero di prestazioni erogate.
I dati su mammografie e diagnosi
A parlare sono soprattutto i dati: ogni anno sotto le Torri Ausl e Sant’Orsola effettuano oltre 90.000 mammografie, oltre 70.000 nell’ambito degli screening ai quali vengono invitate circa 100.000 donne. A rispondere sono 7 su 10, una dato in crescita del 5% tra 2024 e 2025.
Per quanto riguarda lo screening del tumore della mammella, nel territorio dell’Ausl solo nel 2024 il 5% degli esami ha richiesto un approfondimento successivo (circa 3.500 donne). Circa 2.500 hanno eseguito esami non invasivi (come mammografie con mezzo di contrasto, proiezioni aggiuntive o ecografie). Su mille è stato necessario procedere con approfondimenti più invasivi, come le biopsie. A circa 300 donne è stato poi diagnosticato un tumore maligno: nell’80% dei casi si è trattato di carcinomi invasivi, che sono stati presi in carico e trattati. Si tratta quindi di pazienti apparentemente sane, senza sintomi evidenti, che hanno potuto scoprire la patologia grazie al programma di screening. Per quanto riguarda l’età: 1 donna su 382 tra quelle di 45-49 anni, 1 su 205 tra quelle di 50-69 anni e 1 su 93 tra quelle di 70-74.

La Senologia interaziendale può contare su 17 mammografi e 46 professionisti fra personale clinico e assistenziale (Foto: Ausl Bologna)
La senologia interaziendale: come funziona
La Senologia interaziendale, diretta da Alfredo Tafà può contare su 17 mammografi e 46 professionisti fra personale clinico e assistenziale.
Tecnologie tra le più moderne e all’avanguardia, recentemente infatti sono state tutte riammodernate con la sostituzione delle apparecchiature con più di 10 anni grazie a finanziamenti del Pnrr. La Senologia Interaziendale è una realtà integrata e in stretta collaborazione con le due ‘Breast Unit’ presenti all’Irccs Sant’Orsola e all’Ospedale Bellaria, guidate rispettivamente da Claudio Zamagni e da Antonella Baldissera.

Sanità metropolitana: le attività integrate tra le Aziende sanitarie in ambito metropolitano
Dalla clinica all’amministrazione: 31 servizi interaziendali già operativi, 6 in corso di completamento. E ancora: migliorare la qualità dei servizi, utilizzando gli stessi protocolli, linee guida, istruzioni operative e percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA); fornire una risposta equa ai cittadini, indipendentemente da dove accedono ai servizi; garantire ai professionisti lo sviluppo delle competenze specifiche e realizzare economie, soprattutto in termini di investimenti. Sono gli obiettivi principali dell’integrazione delle attività tra le Aziende sanitarie a livello metropolitano.
Complessivamente sono 31 i servizi operativi che vedono già l’integrazione sostanziale tra le Aziende sanitarie in ambito metropolitano, di cui 16 con capofila l’Ausl di Bologna, 14 con capofila il Policlinico Sant’Orsola e 1 con capofila l’Istituto Ortopedico Rizzoli alcune in forma di Dipartimenti interaziendali e altre con articolazioni diverse.
Nel 2026 una nuova legge regionale sulla prevenzione
Una nuova legge regionale sulla prevenzione “all’avanguardia in Italia” che verrà discussa in assemblea legislativa nel 2026, p i ù investimenti negli screening e un rafforzamento della rete sanitaria. Sono alcune delle priorità illustrate oggi dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale.
Le parole delle istituzioni
“A Bologna ci sono già due centri di diagnosi senologica altamente specializzati – puntualizza Alfredo Tafà, direttore Senologia interaziendale -. In questo caso si uniscono e mettono in comune competenze e tecnologia. L’obiettivo principale è creare un percorso omogeneo”.
“Siamo nella stagione della collaborazione per l’innovazione delle aziende sanitarie bolognesi – chiosa il presidente regionale Michele de Pascale -. Al centro c’è sempre il paziente per garantire risposte efficaci e sempre più in grado di rispondere ai bisogni salute della popolazione. L’Emilia-Romagna è ai vertici delle classifiche di screening, ma ci interessa raggiungere la copertura del 100%. Vogliamo arrivare sempre poi in alto, insomma. Questo è il simbolo del lavoro di squadra delle aziende sanitarie bolognesi. Questa è la direzione verso cui spingeremo sempre con maggiore forza. Le aziende hanno aspetti diversi, ma lavorano molto bene insieme e sono soddisfatto della risposta”.

“La nuova organizzazione interaziendale – commentano le Direttrici Generali Petrini e Gibertoni – ha un obiettivo su tutti: offrire alle donne coinvolte e invitate a partecipare un’offerta quanto più omogenea possibile”
“È fondamentale l’operazione interaziendale e sta già dimostrando risultati importanti – aggiunge la vicesindaca di Bologna Emily Clancy -. Ancora una volta si dimostra che quando c’è integrazione sul sanitario ci sono risultati importanti”.
“La collaborazione interaziendale rappresenta un’ulteriore passo forte per l’interazione delle reti cliniche tra due grandi ospedali”, specifica Massimo Fabi, assessore regionale alla Sanità. E sulla fuga degli infermieri, Fabi risponde: “I livelli salariali di questa professione, che è centrale, attualmente non sono palesemente proporzionati all’assunzione di responsabilità di questa categoria. Poi c’è il tema dei livelli essenziali di vita, quindi la casa prima di tutto. Siamo impegnati in una strategia di politiche abitative per un piano casa e come giunta anche per rendere accessibili e calmierare i canoni di locazione”.
È ‘molto soddisfatta’ Anna Maria Petrini, direttrice generale dell’Ausl: “È un traguardo molto importante e, con ancora più determinazione, stiamo lavorando in modo integrato nell’ambito di una rete bolognese metropolitana, per una risposta di alta qualità capillare di prossimità, ma che consenta un accesso equo”.
“Questa presentazione dimostra che non importa quale sia la porta ingresso, perché comunque la persona viene presa in carico e viene offerto il miglior servizio possibile – prosegue Chiara Gibertoni, direttrice generale dell’Irccs Policlinico Sant’Orsola -. In un contesto dove si spinge verso l’individualismo, la medicina va in senso opposto. Il compito dei direttori generali, della Regione e del sistema sanitario è come poter realizzare il ‘noi’ e non un ‘io’. E quello di oggi è un esempio concreto”.
“Un enorme grazie a tutti i professionisti che hanno creduto in questo percorso e hanno lavorato nel tempo per arrivare a questo progetto di interaziendalità”, chiude Marilena Pillati, sindaca di San Lazzaro.