«La sospensione del programma comporta l’esigenza di sospendere gli incarichi di responsabilità relativi alle diverse fasi in cui il processo trapiantologico si articola». È quanto si legge in una nota dell’ospedale Monaldi, a pochi giorni dalla diffusione della notizia del cuore inutilizzabile trapiantato ad un bimbo di due anni e tre mesi ora ricoverato in gravi condizioni. Dopo i provvedimenti di ieri relativi a due medici, anche la direttrice della cardiochirurgia e trapianti dell’ospedale Monaldi di Napoli è stata sospesa. «Tali provvedimenti sono conseguenti alla sospensione del percorso di trapianto pediatrico» spiega il Monaldi nella nota stampa.

APPROFONDIMENTI

Il legale della famiglia del bimbo

«Oggi abbiamo saputo che sono tre i medici del Monaldi sospesi in via cautelativa dall’attività trapiantologica» ha confermato Francesco Petruzzi, il legale che sta assistendo la famiglia del bimbo. Oltre alla direttrice, sono stati sospesi due cardiochirurghi: il primario e il suo assistente «Sulle sospensioni dei medici – spiega la mamma del piccolo – ci sono le autorità competenti che faranno il proprio corso. Io adesso ho altro da pensare».

L’attesa è infatti per un nuovo cuore che, si spera, possa arrivare dalla ‘lista’ europea: «Speriamo – spiega l’avvocato – che se dovesse arrivare un nuovo cuore da poter trapiantare, possa non esserci un dubbio a livello europeo di farlo arrivare al piccolo a Napoli». L’eventuale arrivo del nuovo organo metterebbe la direzione del Monaldi davanti a un problema da risolvere: i medici sospesi sono gli unici in grado di eseguire questa tipologia di interventi in quell’ospedale.

La nota dell’ospedale

«In relazione alle notizie diffuse sulle sospensioni disposte, si precisa che tali provvedimenti sono conseguenti alla sospensione del percorso di trapianto pediatrico. La sospensione del programma comporta, infatti, l’esigenza di sospendere gli incarichi di responsabilità relativi alle diverse fasi in cui il processo trapiantologico si articola. Si tratta, in altri termini, di provvedimenti necessari ed esclusivamente legati a esigenze organizzative connesse alla temporanea interruzione del percorso. Sarà l’autorità giudiziaria a ricostruire puntualmente la sequenza degli eventi e ad accertare eventuali responsabilità, valutando i diversi passaggi operativi e decisionali che hanno caratterizzato la vicenda».