di
Giuliana Ferraino
L’efficienza dell’Intelligenza artificiale fa crollare i titoli in Borsa dei grandi intermediari, dall’assicurazione al risparmio gestito. L’algoritmo e il nuovo darwinismo economico tra chi innova e chi rischia di sparire
Quello che abbiamo davanti non è una semplice correzione di mercato, ma una ridefinizione del futuro. Un verdetto che penalizza severamente in Borsa i titoli di società con un modello di business ormai obsoleto rispetto alla rivoluzione in atto grazie all’intelligenza artificiale. L’ultimo caso è quello della startup spagnola Tuio, che ha fatto crollare a Wall Street i titoli dell’assicurazione e penalizzato l’indice del settore. Ma c’è anche Altruist, la società che ha spaventato le azioni dei gruppi del risparmio gestito.
Ogni giorno, ormai, i mercati finanziari ci inviano un segnale inequivocabile: l’efficienza degli algoritmi non è più solo una promessa, ma una realtà che sta smantellando le barriere all’ingresso di interi settori: dai servizi finanziari alle assicurazioni, fino al mondo legale, l’Ai rende i servizi infinitamente più semplici ed economici, abbattendo i prezzi per i consumatori, ma provocando danni agli operatori tradizionali che vivono di rendita sull’intermediazione. E siamo solo all’inizio, perché la diffusione dell’Ai sta riscrivendo l’intero paradigma della produzione e, inevitabilmente, del lavoro.
La scossa della startup spagnola Tuio al mercato dell’assicurazione
L’epicentro della scossa che ha fatto tremare i titoli finanziari martedì parte da Madrid, ma i suoi effetti si sono sentiti fino a New York. La protagonista è Tuio, una startup insurtech spagnola che ha segnato un punto di non ritorno: è la prima compagnia ad aver ottenuto l’approvazione da OpenAI per integrare la vendita di polizze nativamente dentro ChatGPT.
Grazie all‘infrastruttura tecnologica fornita da WaniWani, società specializzata nella distribuzione finanziaria via AI, ChatGPT smette così di essere un consulente passivo per diventare un agente attivo.
Il processo è semplicissimo: l’utente chiede un preventivo casa, l’Ai analizza i dati in una conversazione naturale e propone un contratto pronto per la firma. Questo meccanismo elimina di colpo la necessità di passare attraverso un broker, di consultare comparatori di prezzo o di effettuare lunghe ricerche su Google.
Non stupisce quindi la reazione degli investitori, che ha colpito chiunque basi il proprio profitto sull’intermediazione umana. I colossi del brokeraggio come Aon e Marsh hanno registrato vendite massicce martedì proprio perché il mercato teme che il loro ruolo di «mediatori» diventi obsoleto se l’AI è in grado di svolgere lo stesso lavoro gratuitamente e in pochi secondi. La stessa sorte è toccata a storici intermediari come Willis Towers Watson (Wtw) e Arthur J. Gallagher, che hanno sofferto pesanti ribassi di fronte alla prospettiva che la consulenza umana standardizzata rischi di sparire. Ma il vero bagno di sangue è toccato ai generatori di «lead» (cioè potenziali clienti interessati) come SelectQuote ed EverQuote: se ChatGPT chiude il contratto direttamente, questi intermediari perdono la loro ragion d’essere, diventando inutili da un giorno all’altro.
«Da anni scommettiamo sull’Intelligenza artificiale per offrire un’esperienza assicurativa migliore e più efficiente. Essere la prima assicurazione con un’app approvata da OpenAI ci permette di essere esattamente dove il cliente inizia oggi la sua decisione d’acquisto: all’interno della conversazione», ha spiegato Juan García, co-fondatore e co-ceo di Tuio in un comunicato annunciando l’approvazione dell’app da parte di OpenAI.
«Oggi vediamo il punto di partenza di una trasformazione radicale: per la prima volta l’AI accede a offerte reali e quota in tempo reale. Tutte le compagnie assicurative saranno impattate, sia che abbiano sviluppato una propria app AI, sia che non l’abbiano fatto», ha aggiunto Raphael Vullierme, co-fondatore di WaniWani.
Con l’Ai che genera già circa il 20% del nuovo business per le insurtech e tassi di conversione nettamente superiori ai canali web classici, la direzione è ormai tracciata. Si tratta di un cambiamento sistemico, che non riguarda solo chi usa l’Ai, ma tutti i player del mercato.
La sfida di Altruist alla vecchia finanza
Se nelle assicurazioni crollano i broker, nel risparmio gestito a tremare sono le vecchie banche depositarie e i «custodi» della finanza tradizionale. In questo settore la disruption porta il nome di Altruist Corp. Mentre i giganti storici come Schwab o Fidelity operano ancora su infrastrutture tecnologiche pesanti e costose, Altruist ha automatizzato completamente il back office della consulenza finanziaria. L’apertura dei conti, la gestione fiscale e il ribilanciamento dei portafogli avvengono in minuti tramite software. Questo abbattimento dei costi operativi costringe l’intero mercato ad abbassare le commissioni, offrendo ai consumatori servizi migliori a prezzi più bassi, mentre i margini dei vecchi giganti si assottigliano drasticamente.
L’effetto di questa minaccia si è abbattuto violentemente mercoledì anche su Piazza Affari. Il timore che l’AI possa comprimere notevolmente i margini di chi vive di commissioni ha scatenato un sell-off sui campioni del risparmio gestito italiano: Banca Mediolanum è precipitata chiudendo a -9,57%, seguita a ruota da FinecoBank (-9,05%), mentre Banca Generali (-7,59%) e Azimut (-4,49%) hanno lasciato sul terreno gran parte dei guadagni recenti.
La disruption di Anthropic nei servizi legali
La stessa onda d’urto colpisce i servizi legali con l’ascesa dei modelli LLM avanzati come Claude di Anthropic. Il modello di business degli studi legali tradizionali, basato storicamente sulle ore fatturabili per attività di ricerca e analisi, soprattutto negli Stati Uniti, si trova sotto attacco. L’AI può analizzare migliaia di pagine di contratti in pochi secondi, evidenziando rischi e clausole con precisione chirurgica. Questo fenomeno porta a una democratizzazione senza precedenti, perché una startup o un privato cittadino possono accedere a un’analisi contrattuale di alto livello a costi irrisori, facendo crollare le barriere all’entrata e rendendo superfluo l’esercito di avvocati junior solitamente impiegato per le due diligence.
Quello che unisce i casi di Tuio, Altruist e Anthropic è il filo rosso della semplificazione radicale promessa dall’intelligenza artificiale. L’AI sta rimuovendo l’attrito e i costi tra il bisogno del cliente e la soluzione finale. I mercati di solito anticipano la realtà e Wall Street lo ha capito prima di tutti: in questo nuovo mondo guidato dagli algoritmi, chi vive di inefficienze e rendite di posizione è destinato all’estinzione. Si tratta di un nuovo darwinismo economico che per il consumatore segna l’alba di una nuova era dei servizi, ma per i vecchi giganti rappresenta la sveglia definitiva.
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11 febbraio 2026 ( modifica il 11 febbraio 2026 | 19:51)
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