Bologna, 11 febbraio 2026 – La legge sugli affitti brevi, la Regione Emilia-Romagna l’aveva adottata il 17 dicembre, dopo 48 ore di dibattiti.
Oggi il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, ha deciso di impugnare la legge, ricorrendo alla Consulta. Sempre a dicembre la Consulta aveva respinto analogo ricorso del Governo sulla legge regionale della Toscana.
Di cosa si tratta? Secondo la legge regionale, composta da quattro titoli e tredici articoli totali, le amministrazioni comunali potevano intervenire con strumenti e regolamenti urbanistici propri, riguardo gli immobili destinati alla locazione breve, con l’obiettivo di differenziare il mercato turistico da quello residenziale, ma mantenendo la possibilità di rientro nell’uso ordinario.
Con la norma approvata la Regione, facendo leva sulle classificazioni urbanistiche e i poteri per i Comuni, si è posta l’obiettivo di mettere ordine in un settore che, negli ultimi anni, soprattutto nei centri urbani, si è sviluppato esponenzialmente e senza una direzione precisa.
Approfondisci:
Edilizia in Emilia Romagna, nuove regole. Pratiche più onerose, FdI: “Stangata sulla casa”
De Pascale: “Scarsa cultura istituzionale del Governo”
“Si tratta – ha detto il presidente della Regione Michele de Pascale – dell’ennesimo segnale di scarsa cultura istituzionale e costituzionale del Governo Meloni. La Corte Costituzionale ha già ben argomentato la piena titolarità a legiferare delle Regioni sugli affitti brevi nel caso della Regione Toscana, ma il Governo continua ad usare l’impugnativa, opponendosi, come uno strumento politico e non come una prerogativa costituzionale. Se invece di boicottare le iniziative regionali mettessero in campo qualcosa di concreto sul diritto alla casa o sugli incentivi alla riqualificazione alberghiera, forse sarebbe meglio”.
Bignami (FdI): “Da de Pascale dichiarazioni sorprendenti. Da Meloni sempre reciproco rispetto istituzionale, come lui ben sa”
“Sorprende che un presidente di Regione imputi al presidente del Consiglio una scarsa cultura istituzionale per aver esercitato prerogative ordinarie finalizzate a garantire un quadro giuridico certo e nitido del nostro sistema legislativo. Obiettivo, peraltro, previsto dal nostro ordinamento. Sorprende e dispiace se a farlo è Michele de Pascale che, al di là del merito della vicenda su cui ho una opinione diversa dalla sua, eccede in giudizi coinvolgendo oltretutto chi, come il presidente del Consiglio, ha sempre ispirato i rapporti istituzionali al rispetto reciproco. Cosa che, appunto, de Pascale sa bene e che credo abbia potuto riscontrare direttamente in questo suo primo anno di governo regionale”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.
Il Pd: “Politica disastrosa”
“La politica del governo sulla casa continua ad essere disastrosa. Non solo non è stato prodotto alcun vero atto in materia di affitti brevi, ma si apprende che il governo intende impugnare la legge regionale dell’Emilia-Romagna che si pone come un argine di fronte al dilagare sregolato di un fenomeno che Giorgia Meloni continua a non affrontare. Una scelta grave e assolutamente coerente”. Lo dichiara in una nota Pierfrancesco Majorino della segreteria del Partito democratico, responsabile Diritto alla casa.
Regole diverse anche da città a città
Con la legge regionale, dunque, i Comuni avrebbero dalla loro la possibilità di adottare anche regole più stringenti, con il risultato che il proprietario che vuole mettere in affitto un immobile per breve tempo deve affrontare un iter urbanistico più complesso e rispettare requisiti più stringenti rispetto alla normativa nazionale. Come per esempio la modifica della destinazione d’uso in ‘locazione breve’.
Approfondisci:
De Pascale sui Cpr in Emilia Romagna tira dritto: ira della Cgil e pressing di Fratelli d’Italia
La nuova destinazione d’uso
L’introduzione della destinazione d’uso urbanistica ‘locazione breve’ è proprio la principale novità della legge approvata dall’Emilia-Romagna.
A questa nuova destinazione d’uso tutte le unità immobiliari utilizzate per affitti brevi dovranno adeguarsi, riservando ai Comuni il potere di limitare percentuali di locazioni brevi in zone sensibili e vietare frazionamenti o demolizioni per nuovi usi brevi.
Le altre regole
Gli immobili destinati agli affitti brevi dovranno poi rispettare rigorosi standard di sicurezza, igiene, efficienza energetica e conformità degli impianti, mentre le amministrazioni comunali potranno introdurre ulteriori criteri di qualità edilizia, per qualificare l’offerta e migliorare la vivibilità dei quartieri. Un altro elemento, infine, riguarda la leva fiscale: i Comuni, infatti, avranno la possibilità di modulare i contributi di costruzione legati ai cambi di destinazione d’uso, aumentandoli o riducendoli fino al 30% per orientare il mercato.