di
Fabrizio Caccia

Da Cerno a Giletti, le reazioni alle accuse del giornalista di Report. E Mancini: su di me duplice menzogna

«No, un attimo, devo prima chiedere al capo della lobby gay se posso parlare, è lui che decide…», invia un vocale scherzoso Massimo Giletti, il conduttore de Lo stato delle cose su RaiTre. Anche il direttore del Giornale, Tommaso Cerno, la prende con ironia: «Questa è una storia surreale di fr… & spie ma giuro che non sono mai andato a letto con Giletti. Tra l’altro Massimo ha avuto mille fidanzate…».

Scherzano, ma la questione è spinosa. E infatti poi Giletti per tutto il giorno sparisce («Oggi non parlo», manda un whatsapp). Perché, al di là delle correzioni di tiro («È falso che io abbia accusato Giletti di fare parte di una lobby gay», ha già scritto sui social Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report sulla stessa rete), il caso ormai è esploso. Così non resta che sentire, uno per uno, i protagonisti della vicenda. O, meglio, della chat del 17 settembre 2024 tra lo stesso Ranucci e Maria Rosaria Boccia, finita agli atti dell’affaire Sangiuliano, l’inchiesta della Procura di Roma che ha portato al rinvio a giudizio dell’imprenditrice di Pompei.



















































Ecco la chat.
Boccia: «Ho visto Cerno a L’aria che tira…è davvero scandaloso».
Ranucci: «Quello è un altro del giro…amico di Marco Mancini… giro gay, pericolosissimo…».
Boccia: «Come Signorini».
Ranucci: «Sì».
Boccia: «E il signor B.».
Ranucci: «E Giletti».
Boccia: «Esatto».

Ora, Ranucci ha già detto che non voleva alludere all’esistenza di una lobby gay: «Io ho detto una cosa più grave, che Cerno e Giletti sono amici e al servizio di Marco Mancini, lo 007 protagonista dell’incontro con Renzi all’autogrill…». Eppure nella chat si parla di un «giro gay» e «pericolosissimo». E Boccia e Ranucci vi chiamano dentro: Giletti, Cerno, Alfonso Signorini (storico conduttore del Grande Fratello di Canale 5, indagato dalla procura di Milano dopo le accuse mosse da Fabrizio Corona e direttore editoriale di Chi), e ancora l’ex 007 Marco Mancini (casi Sgrena, Abu Omar) che ha pubblicato «Le regole del gioco» per Rizzoli. Infine, «il signor B.».

E allora? Ecco Signorini, ancora addoloratissimo per l’attacco subìto via social dall’ex fotografo dei vip, ma ironico e arguto come sempre: «L’unico modo per sopravvivere a questi mesi è stato quello di isolarmi dal resto del mondo. Sembrerà impossibile, ma apprendo ora da voi della chat tra Ranucci e Boccia. Posso solo dire che non sapevo di appartenere a un fantomatico “giro gay” per giunta in così “amabile” compagnia. Mi intriga molto l’identità del misterioso signor B. Io rimango fermo al signor K. Ma dubito che la signora Boccia frequenti Kafka…».

Marco Mancini ha già detto ieri al Giornale di Cerno: «Non conosco di persona Ranucci né la signora Boccia. Mi sorprende quindi che parlino di me. Non ho inclinazioni omosessuali, ma l’espressione “giro gay” e “pericolosissimo” da un lato rivela una concezione omofoba della vita, dall’altro veicola una duplice menzogna. Ho chiesto ai miei legali di valutare ogni iniziativa». 

E il «signor B.»? «Non so chi sia — taglia corto Cerno — Mi auguro non si riferissero a Silvio Berlusconi, sempre chiamato in causa su tutto. Signorini, poi, l’ho incontrato una volta sola al Baretto di Milano! La lobby gay in realtà è la solita invenzione. Credo che gli etero, quando hanno a che fare con noi dell’altra sponda, non sanno come prenderci e allora si immaginano chissà quali scemenze».


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11 febbraio 2026