Nei giorni scorsi il gip di Milano Domenico Santoro ha rigettato l’istanza di revoca della misura del divieto di avvicinamento e del braccialetto elettronico disposta per Alessandro Basciano, per cui ora la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per stalking nei confronti della ex Sophie Codegoni.
Tra i due, che si erano conosciuti e fidanzati all’interno della casa del Gf Vip (hanno anche una figlia piccola), secondo il gip c’è una situazione di «permanente conflittualità» che passerebbe anche da un tatuaggio, e ruota attorno ai social, terreno di scontro a colpi di carte bollate con denunce, controdenuce e segnalazioni. Codegoni era diventata bersaglio di minacce e di persecuzione, al punto da «ingenerare» in lei «un grave stato di ansia e paura» e un «fondato timore per la propria incolumità».
Il tatuaggio col mitra
Tra le varie questioni attorno a cui ruota lo scambio di accuse tra i due Gf c’è pure un disegno di un «mitra nero» impresso sul tricipite di ciascuno. Con lei che, per dimostrare la presunta «rabbia» mostrata nei suoi confronti, ha prodotto le immagini postate di recente sui social da lui e dalle quali «si evince – si legge nell’ordinanza – che si sia fatto» cancellare il nome «Sophie» per lasciare spazio all’arma. E lui che puntualizza, tramite il suo legale, Leonardo D’Erasmo, che anche lei ha «lo stesso mitra tatuato».
Un botta e risposta che dalla sede penale si estende anche a quella civile, in quanto, in questa guerra Codegoni-Basciano non potevano mancare esposti sulla mancata osservanza delle prescrizioni del giudice della separazione compreso il divieto di postare alcune foto sui social. Quanto basta per ritenere «inalterate le esigenze cautelari» respingere la richiesta dell’influencer di ritornare libero, dato il contesto che «appare connotato da permanente conflittualità tra le parti».
Ultimo aggiornamento: mercoledì 11 febbraio 2026, 22:01
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