Elisabetta lancia segnali di svolta alla sua carriera. “Tutta esperienza, mi sono abituata a risolvere i problemi e trovare sempre una soluzione”
Giornalista
12 febbraio 2026 (modifica alle 08:37) – MILANO
Non è un caso. Elisabetta Cocciaretto, che a Doha ha messo piede per la prima volta in un quarto di finale a livello 1000 sembra aver trovato finalmente la strada giusta. Consapevole, matura e soprattutto, sana. Elisabetta ha dimostrato che quando il fisico l’assiste può essere molto competitiva. Si è vista in Billie Jean King Cup, e anche a Auckland, nel torneo che ha vinto in apertura di stagione. L’Australian Open è stato un passaggio a vuoto che l’ha amareggiata, ma la vittoria centrata contro Coco Gauff a Doha è il segnale che l’Italia ha una protagonista in più da seguire settimana dopo settimana. Coach Fausto Scolari, che la segue da anni ha confermato che i progressi sono evidenti: “Ciò che mi rende più orgoglioso è come ha espresso il suo potenziale, nell’aggressività e nei miglioramenti al servizio – ha detto il tecnico della giocatrice numero 57 al mondo -. Di partita in partita Elisabetta riesce a crescere nell’atteggiamento, e questa è una qualità innata”. La chiave è stata una preparazione attenta del match: “L’aver portato a casa la vittoria dopo tre sconfitte… prima di entrare in campo mi sono riguardata tutte le partite con Coco e ho cercato di fare il contrario di quello che avevo fatto nelle partite precedenti”.
carriera e infortuni—
Elisabetta non è abituata ai percorsi facili. La sua carriera è stata spesso accidentata, non permettendole di lavorare con la continuità necessaria a crescere più velocemente ma la sua intelligenza è stata capire che tutta questa fatica, un giorno avrebbe potuto esserle utile: “Come ho fatto a non perdere la pazienza durante tutti i miei stop? Diciamo che ho questa capacità di resilienza, di adattamento, di superare certi ostacoli molto forte – ci raccontava a Melbourne -. Magari brutto da dire ma purtroppo o per fortuna per me c’è sempre qualche ostacolo da superare… Mi sono abituata a risolvere i problemi e trovare sempre una soluzione e il mio allenatore mi dà sempre una grossa mano, a spingermi oltre”. Una spalla solida su cui fare affidamento in uno sport che ha come grande compagna la solitudine: “Me ne sono accorta di recente, quando sono stata a casa per la preparazione. C’erano amici, famiglia. Poi sono partita per il torneo e ho pensato che stavo dall’altra parte del mondo, da sola. Quando ero una ragazzina non ci avevo mai fatto caso”. Una solitudine che non è sinonimo di sofferenza: “Amo stare in compagnia, ma so stare anche da sola. Quando si hanno obiettivi e traguardi da seguire è importante potersi ritagliare i propri spazi. Questa è la vita che mi sono scelta e non la cambierei con nessun’altra al mondo”.
oltre il tennis—
Al momento, quindi, massima concentrazione sul tennis e sugli studi. Per un fidanzato al momento non c’è spazio: “Sono solo io, la mia racchetta e i libri… Scherzi a parte, magari apro le candidature, facciamo qualche colloquio (ride)”. Nel caso si volesse mandare un curriculum, Elisabetta Cocciaretto è pronta a delineare il profilo del candidato ideale: “Mi piacciono i ragazzi ironici, con la battuta pronta, che sanno stare al gioco, ma soprattutto indipendenti. Non vorrei mai che un giorno vivesse solo in funzione mia. È bello che abbia interessi, ambizioni. Un po’ come me, alla fine non credo che siano gli opposti ad attrarsi, ma i simili”.
la futura laurea—
Intanto, a proposito di ambizioni extra tennis, la Coccia prosegue con gli studi: “Mi mancano nove esami e poi mi laureo. Mi porto i libri, studio in viaggio. Mi aiuto con delle dispense ma ho la fortuna di avere una buona memoria fin da piccola”. A quella bambina, che aveva già una buona memoria, andava bene a scuola e giocava i tornei Under 10 ora ha un messaggio importante da dare: “Continua a divertirti e coltivare i tuoi sogni. Guarda avanti e credi sempre in te stessa”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
