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Redazione Economia

Due tranche da 750 e 500 milioni, con un’offerta 5 volte superiore alla domanda. Il titolo è perpetuo, ovvero non ha scadenza, ma con facoltà di rimborso anticipato

Intesa Sanpaolo ha collocato con successo sul mercato istituzionale un titolo obbligazionario subordinato «perpetuo» per complessivi 1,25 miliardi di euro in due tranche distinte. La prima ha un ammontare di 750 milioni con un cedola annua del 5,50% pagabile semestralmente. La seconda, da 500 milioni, prevede una cedola annua del 5,875% pagabile semestralmente. 

Il possibile rimborso anticipato

Il titolo è perpetuo, quindi non ha scadenza, anche se la banca si è riservata la facoltà di rimborso anticipato. Negli ultimi tempi, molte aziende hanno manifestato interesse per bond a lunghissimo termine («matusalemme», con durata di 50 o anche 100 anni) o «perpetui» per finanziare i propri investimenti. Tra le ultime società ad annunciare obbligazioni a lunghissima c’è anche Alphabet, la holding di Google, che dovrebbe ricorrere a un bond a cento anni (in sterline) per finanziarie i maxi  investimenti necessari allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. 
In caso di mancato esercizio della «call» la cedola del bond Intesa però viene rideterminata, per la prima tranche, sommando 302,8 punti e 314,4 punti al tasso Mid Swap a 5 anni. Per la seconda tranche la cedola sommando il margine di 314,40 punti base allo stesso tasso a 5 anni. Circa il 90% dell’emissione è stata acquistata da operatori esteri. Per una domanda cinque volte superiore all’offerta nel collocamento riservato ad investitori istituzionali.



















































Gli ordini

Grazie a un’apertura di mercato stabile e al consolidato «apprezzamento del nostro credito», l’emissione ha suscitato da subito interesse da parte degli investitori raccogliendo ordini per oltre 5 miliardi di euro già dopo circa due ore dal lancio «e raggiungendo il picco di oltre 6,5 miliardi in fase di chiusura del libro ordini», spiega la banca. 

Il consorzio di banche

Il successo dell’operazione «conferma l’eccellente qualità del nostro credito e
l’apprezzamento per il nuovo Piano Industriale», afferma Nicoletta Bertolini, head of funding di Intesa Sanpaolo. «Si tratta – aggiunge – dell’emissione emessa dalla banca con il Reset Spread più basso di sempre».  
L’allocazione del libro ordini ha visto la partecipazione di oltre 140 investitori sulla prima tranche e 97 sulla seconda. Le banche che hanno partecipato al collocamento, oltre alla divisione Imi Cib di Intesa Sanpaolo, sono Bbva, Barclays, Bofa securities, Goldman sachs international, Jpm, Morgan Stanley e Ubs.

Il meccanismo (e i rischi) dei bond perpetui

Ma a cosa servono i bond perpetui o matusalemme?  Leggi l’articolo completo di Angelo Drusiani che spiega il meccanismo dei titoli perpetui. L’avvertenza è d’obbligo: offrono cedole spesso interessanti ma il rischio è rilevante. Al netto della rischiosità, investire in un’emissione matusalemme o perpetual non significa mantenerla in portafoglio per sempre. L’emittente, infatti, spesso si riserva di rimborsare in anticipo il prestito, mediamente dopo una decina di anni. In secondo luogo, volendo chiudere anzitempo l’investimento, è sempre possibile farlo alle quotazioni di mercato. E qui entra in scena il rischio: se vendo in un brutto momento, quando le quotazioni del titolo «perenne» sono molto sotto il prezzo d’acquisto, posso andare incontro a perdite anche rilevanti.

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12 febbraio 2026 ( modifica il 12 febbraio 2026 | 07:57)