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Alessandro Fulloni, inviato a Sion
Pesante contestazione al limite dell’aggressione ai patron del Constellation questa mattina a Sion all’arrivo all’interrogatorio
Ore 8 e 50. Jacques e Jessica Moretti si presentano all’ingresso della facoltà di ingegneria presso la quale si svolgono, in una sala conferenze, gli interrogatori.
Gli indagati proprietari del «Le Constellation», il discobar teatro della strage di Capodanno a Crans-Montana, arrivano scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati ma, ad attenderli, ci sono i familiari delle vittime. La contestazione è violentissima, al limite dell’aggressione.
Una scena impressionante. I due Moretti si avvicinano all’edificio. I cronisti li vedono da lontano. Jacques e Jessica entrano da una porta secondaria. Ma poi escono quasi subito per raggiungere l’ingresso principale. Si avvicinano ai familiari, forse non immagino quella contestazione che si trasforma in una aggressione. Insulti, spinte. Volti sbigottiti degli avvocati. Ma anche quelli delle parti civili.
Jessica, che deve essere interrogata, viene spintonata. A lungo. Gli insulti alla coppia sono irriferibili. Il meno pesante è «mafiosi». La polizia è assente, nonostante la contestazione fosse annunciata. Jacques riesce a gridare: «mi assumerò le mie responsabilità».
«Avete ucciso mio figlio!», grida una donna. Jessica piange. Replica più volte con queste parole: «Desolata per questo, desolata per questo»… la donna poi grida: «Ma è tutto quello che sai dire?». La stessa donna, che è la mamma di Taylan, morto nel rogo, aggiunge: «Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi ed è finita!». «No, non c’è mafia, sono un lavoratore», replica Jacques Moretti. «Dov’è mio figlio? Come dormite? Come mangiate? Come respirate? Mio figlio dov’è?» insiste la madre, disperata. «Mi dispiace, mi dispiace – dice ancora Jacques -. Ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia».
Sul marciapiede ci saranno un centinaio di persone, tutti che cinturano in un modo o nell’altro i Moretti, sotto accusa per omicidio, lesioni e incendio colposo, che avanzano verso la hall metro dopo metro, nel corso di un paio di infiniti minuti.
Poi la coppia riesce a entrare nell’edificio, in qualche modo «scortata» dai loro avvocati.
12 febbraio 2026 ( modifica il 12 febbraio 2026 | 10:34)
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