di
Federica Gabrieli
L’auto «blu spaziale» degli ex giornalai Angelo e Bertilla, 99 e 89 anni, torna al suo splendore originale: «Porta con sé la storia del nostro amore». Sarà ospitata nel giardino del Cerletti
«Quando ho capito che per loro non era un’auto ma come un figlio, non potevo restare indifferente». Il comandante della Polizia locale di Conegliano (Treviso), Claudio Malamace, riassume così la decisione che ha trasformato una semplice rimozione in una promessa mantenuta. Sabato 14 febbraio, alle 11, nel giardino del Cerletti, la Lancia Fulvia targata TV202277 tornerà a splendere nel suo «blu spaziale» – un grigio intenso con punte di blu -proprio come nel 1970, anno della sua immatricolazione. Ad aspettarla ci saranno Angelo e Bertilla Fregolent: 99 anni lui, 89 lei. Sposati da 70 anni. Per 40 anni quella Fulvia è rimasta parcheggiata davanti alla loro edicola-tabaccheria di via Zamboni 7, a Conegliano, nel Trevigiano, con due ruote sul marciapiede. «All’epoca era consentito. E così è rimasta negli anni», afferma il comandante.
Un restauro collettivo dei ricordi un città
Con il tempo era diventata parte del paesaggio urbano, un punto fisso per la città. Non era solo un’auto parcheggiata. Era uno strumento di lavoro. Serviva ai coniugi Fregolent per il carico e scarico dei giornali: al mattino i pacchi venivano sistemati nel bagagliaio e portati dentro; alla sera gli invenduti ripartivano da lì. Era parte della loro quotidianità, della loro fatica. «E non era solo lavoro», racconta la signora Bertilla. «Con quella macchina abbiamo fatto viaggi bellissimi. Il sabato l’edicola restava chiusa apposta: si partiva, io, mio marito e la nostra Lancia Fulvia. Eravamo solo noi tre, sulla strada. Era libertà. Era complicità». Col tempo l’auto non è stata più utilizzata. Le ruote sgonfie, i segni delle intemperie, lasciata persino aperta. Eppure i coniugi hanno continuato a pagare bollo e assicurazione. Perché quella macchina non era un rottame: era un pezzo della loro esistenza. Nel 2021 si è resa necessaria la rimozione. Ed è lì che la storia ha cambiato direzione. Prima di procedere formalmente, il comandante Malamace ha deciso di andare personalmente a parlare con loro. «Sono rimasto due ore ad ascoltarli. Mi hanno raccontato 70 anni di matrimonio, i sacrifici, i viaggi, l’edicola. Non hanno figli. Ho capito che quella Lancia Fulvia era parte della loro famiglia. Quando ho proposto il restauro, l’emozione è stata fortissima. Si sono commossi». Da quel momento una pratica amministrativa si è trasformata in un progetto collettivo. La vicenda è diventata virale. «Sui social», continua Malamace, «centinaia di cittadini hanno condiviso ricordi: ex studenti del Cerletti che la vedevano ogni giorno passando davanti all’edicola, residenti che l’avevano eletta a simbolo del quartiere. L’auto era stata persino segnalata su Google Maps. Qualcuno ha giocato al Lotto i numeri della targa. E ha pure vinto».
Il lavoro offerto da artigiani del territorio
Sono arrivate anche proposte creative, persino dagli stilisti di Vasco Rossi, che avevano immaginato di rivestire la carrozzeria con pagine di quotidiani. Ma i Fregolent hanno detto no. La volevano com’era. Originale. Il restauro è stato realizzato «in economia», recuperando con cura i pezzi originali: parti smontate, lucidate, cromate, profili ricostruiti artigianalmente. La tappezzeria rifatta da un artigiano locale, identica a quella del 1970. Un lavoro corale offerto da meccanici e carrozzieri del territorio. «È stata una promessa», conclude Malamace, «e sono riuscito a mantenerla». Ora la Fulvia troverà posto nel giardino del Cerletti, dove un tempo sorgeva un pioppo secolare, abbattuto perché malato. «Se quell’albero era un monumento naturale della città, questa auto è un monumento di memoria», spiega il comandante.
Sabato, nel giorno di San Valentino, l’auto verrà scoperta ufficialmente. Alla domanda su cosa farà in quel momento, la signora Bertilla risponde senza esitazione: «La bacerò». E in quella risposta c’è tutto: 70 anni di matrimonio. Una vita di lavoro. E un amore che non ha mai smesso di viaggiare.
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11 febbraio 2026
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