Pesaro, 12 febbraio 2026 – Ironici, arguti e pronti a portare la loro poetica sul palco più importante d’Italia. I marchigiani Maria Antonietta e Colombre debuttano al 76° Festival di Sanremo tra i Big in gara con il brano “La felicità e basta”. Lei scherza sui social sulla nascita del brano in cucina (video). Non una semplice canzone d’amore, ma un vero e proprio brano-manifesto che racchiude il senso profondo del loro percorso umano e artistico condiviso. 

Dalle carriere parallele al sogno condiviso

L’emozione è palpabile per i due artisti, pesarese lei, senigalliese lui, che arrivano all’Ariston forti di due percorsi individuali solidi e apprezzati nella scena indipendente. “Essere a Sanremo per noi sicuramente è un’emozione, è sicuramente un’avventura”, raccontano. “Dopo tanti anni di percorsi paralleli – io con il mio progetto, Giovanni con il suo progetto, ognuno con i propri dischi, i propri tour – arrivare a questa cosa così bella e mitologica insieme è una grande soddisfazione, quindi siamo orgogliosi e contenti”.

Un traguardo, ma non un punto di arrivo definitivo: “Mi piace pensare che non sia tanto il culmine di un percorso, ma una tappa del percorso e la possibilità di fare tanto altro ancora”, spiegano.

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Maria Antonietta e Colombre in due foto postate su Instagram

“Una canzone nata nella nostra cucina”

Il brano che presenteranno, “La felicità e basta”, ha una genesi intima e domestica, lontana dagli studi di registrazione patinati. “E’ nata quest’estate nella nostra cucina”, svelano Maria Antonietta e Colombre sui loro social. “Da lì poi ha preso forma piano piano, fin quando alla fine dell’estate l’avevamo in mano e ci hanno chiesto se volevamo farla sentire a Carlo Conti. L’abbiamo fatta ascoltare e gli è piaciuta”.

Colombre e Maria Antonietta e il loro album insieme, Luna di miele. Gareggiano a Sanremo tra i big

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La felicità come diritto, non come premio

Il cuore del testo è un ribaltamento di prospettiva: la felicità non deve essere vista come una conquista o un trofeo al termine di una gara a ostacoli. “Al centro della canzone c’è la felicità, però come diritto di tutti, non come un premio che arriva alla fine di una gara, alla fine di un lungo lavoro o di una grande fatica”, sottolineano gli artisti. “Ma come diritto di tutti appunto perché siamo vivi e quindi ci meritiamo di essere felici”.

Maria Antonietta e Colombre: “La nostra canzone scritta in cucina, fa effetto vederla suonata dall’orchestra di Sanremo”

Un atto di rivendicazione emotiva e civile, dunque: la felicità intesa come diritto naturale, uno spazio da riprendersi con un gesto semplice e radicale. Il brano parla di resistenza quotidiana, fragilità e dignità, invitando a stare in piedi insieme anche in un mondo che spesso tende a schiacciare e colpevolizzare.

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Sei anni fa Maria Antonietta aveva duettato sul palco di Sanremo con Levante e Francesca Michielin con la cover di ‘Si può dare di più’ interpretata proprio sul palco dell’Ariston, nel 1987, da Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri.