di
Simone Dinelli

Paolo Mariotti ha realizzato una statua di un tritone alpestre apuano per l’associazione Apuane Libere che si batte per la tutela ambientale contro l’attività estrattiva intensiva: «Un altro futuro è possibile per questo microcosmo che va tutelato»

Un’opera d’arte che nasce dagli scarti della lavorazione del marmo, per diventare messaggio di speranza, bellezza e resistenza. Si chiama «Il riscatto della pietra» ed è la scultura che Paolo Mariotti – artista emergente di Lucca di 31 anni – ha scelto di donare ad Apuane Libere, realtà impegnata da anni nella lotta all’attività estrattiva intensiva sulle Alpi Apuane. Un manufatto potente e delicato, che ha preso forma da un frammento di marmo recuperato da una discarica abusiva di detriti su questa catena montuosa, per diventare simbolo di ciò che le Apuane rappresentano: un patrimonio naturale unico, ricco di endemismi, acque e cavità carsiche. 

L’opera rappresenta Il tritone alpestre apuano: «Uno dei simboli – afferma Mariotti – che spiegano in modo chiaro quanto queste montagne siano uniche. Ho realizzato la scultura per Apuane Libere, che con impegno e passione denuncia come l’attività estrattiva stia distruggendo e inquinando un ambiente che dovrebbe essere un parco regionale protetto». 



















































«Il mio tritone – aggiunge l’artista – nasce da una pietra di marmo raccolta in una discarica e vuole dimostrare che si può creare bellezza senza produrre nuova distruzione. È un lavoro interamente manuale, realizzato con martello e scalpello, con la pazienza e il rispetto che una materia così preziosa merita». 

Un connubio, quello fra l’artista e l’associazione ambientalista, nato da alcuni precedenti lavori realizzati da Mariotti, che hanno colpito i responsabili dell’associazione. «Sempre sulle Apuane – aggiunge l’artista – avevo realizzato un volto umano, ricavandolo da un masso abbandonato. E prima ancora avevo dato vita ad alcune piccole sculture. Con l’associazione c’è stato subito sintonia e stiamo parlando di proseguire il nostro rapporto di collaborazione: abbiamo la stessa visione di natura e ambiente, e questo è un aspetto fondamentale». 

L’artista, fa sapere Apuane Libere, ha voluto rinunciare a qualsiasi compenso diretto, rifiutando l’idea di sottrarre risorse all’associazione, che per ripagarlo del suo nobile gesto ha lanciato una raccolta di fondi. «Il pensiero di Paolo per la nostra associazione – commenta Gianluca Briccolani, presidente di Apuane Libere – ci racconta che per il microcosmo apuano un altro futuro non solo è possibile, ma subito attuabile e che nel 2026 e in piena crisi climatica anche l’artista contemporaneo debba fare la sua parte, nel proteggere il nostro futuro e quello delle generazioni a venire».


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11 febbraio 2026