Quando i quattro booster a propellente solido dell’Ariane 64 si accendono, il boato che scuote la base spaziale di Kourou, nella Guyana Francese, è impressionante. Anche a 7 chilometri di distanza, dal punto di osservazione Toucan (il più vicino alla rampa di lancio aperto alla stampa), l’onda d’urto ti entra nello sterno. Quello che abbiamo visto salire verso il cielo equatoriale è il razzo più potente mai realizzato dall’Europa: si chiama Ariane 64 e il «4» del numero sta per i quattro booster, i propulsori che portano una quota importante di Italia a questa missione, visto che sono realizzati dalla Avio di Colleferro, Roma. La missione è stata completata con successo: nome in codice VA267 per Arianespace, mentre era LE-01 per Amazon, il cliente che ha «affittato» Ariane 64 per mandare in orbita 32 satelliti della costellazione Amazon Leo. Con questo lancio, c’è la certezza che Jeff Bezos vuole fare sul serio e andare seriamente a far concorrenza al rivale Elon Musk nel sempre più strategico settore dell’Internet satellitare. Se finora Leo (ex Project Kuiper) sembrava ancora in una fase embrionale, di test prolungato, ora c’è un cambio di passo. La rincorsa di Bezos a Musk è iniziata e l’Europa gioca un ruolo importante, che fa bene all’industria spaziale del Vecchio Continente, porta conoscenze e dati preziosi, oltre a denaro da reinvestire.