Jesse Van Rootselaar, 18 anni, è la giovane donna transgender residente a Tumbler Ridge che ha ucciso nove persone in un remoto paesini ai piedi delle Montagne Rocciose, in Canada, e ne ha ferite altre 25. L’identità dell’autrice della strage è stata annunciata dal vicecommissario Dwayne McDonald, comandante della Royal Canadian Mounted Police della Columbia Britannica (BC RCMP), durante una conferenza stampa.
Chi era Jesse Van Rootselaar
Jesse Van Rootselaar era una giovane di 18 anni di Tumbler Ridge, British Columbia, identificata dalla polizia come responsabile della strage che il 10 febbraio 2026 ha scosso la piccola comunità canadese. Van Rootselaar aveva frequentato la Tumbler Ridge Secondary School ma ne era uscita circa quattro anni fa prima della sparatoria, riporta Reuters; le autorità hanno anche confermato che negli anni precedenti erano intervenute più volte presso la sua abitazione per preoccupazioni legate alla sua salute mentale e che aveva un passato di valutazioni e controlli sotto il Mental Health Act.
Gli account collegati alla sospettata sono stati oggetto di un’indagine a livello mondiale, così come gli account sui social media della madre, Jennifer Strang, e della sua famiglia allargata, i cui membri risiedono in diverse zone del Canada, da Terranova alla Sunshine Coast della Columbia Britannica. I social mostrano una famiglia molto unita che festeggiava i successi e i compleanni di Van Rootselaar. Un post del 2021 della madre suggerisce che la figlia avesse sviluppato interesse per le armi.
La polizia ha dichiarato di aver recuperato due armi da fuoco – un fucile e una pistola modificata – presso la scuola superiore. Nessuna delle due armi era intestata al ragazzo. Secondo la Royal Canadian Mounted Police, Van Rootselaar aveva una licenza per il porto d’armi scaduta nel 2024. Un portavoce ha affermato che le armi da fuoco erano state sequestrate due anni prima dall’abitazione della famiglia, ai sensi del codice penale, ma il legittimo proprietario delle armi aveva presentato una richiesta per la loro restituzione.
Nella tarda mattinata di martedì 10 febbraio, dopo aver prima ucciso la madre e il fratellastro di 11 anni nella loro casa, Van Rootselaar si è diretta alla scuola dove ha aperto il fuoco, per poi morire sul posto per una ferita auto-inflitta. È stato recuperato un fucile a canna lunga e una pistola modificata tra le armi usate. La polizia ha dichiarato che per ora non ci sono indizi che suggeriscano obiettivi specifici tra le vittime.
Chi sono le vittime
Le vittime dell’attacco includono sia membri della famiglia di Jesse che studenti e docenti. In casa Van Rootselaar ha ucciso la madre di 39 anni e il fratellastro di 11, mentre nella scuola sei persone sono state trovate senza vita, tra cui una insegnante di 39 anni e cinque studenti di età compresa tra i 12 e i 13 anni. Molti altri sono rimasti feriti, con circa 25 persone ricoverate per ferite di vario grado.
In un toccante post su Facebook, la madre di una delle alunne gravemente ferite ha scritto che sua figlia, Maya, stava «lottando per la vita dopo aver riportato ferite alla testa e al collo», dando un volto alla sofferenza che ha travolto la comunità. Il primo ministro Mark Carney ha espresso il cordoglio dell’intero paese, ordinando bandiere a mezz’asta e definendo l’episodio «una tragedia che ha lasciato la nazione in lutto».
Ultimo aggiornamento: giovedì 12 febbraio 2026, 14:01
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