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Se Fiorello depotenzia Pucci con l'arma dell'ironia
IIntrattenimento

Se Fiorello depotenzia Pucci con l’arma dell’ironia

  • 13 Febbraio 2026

di
Aldo Grasso

Mercoledì ho provato tenerezza quando Carlo Conti ha confessato a Fiorello, al telefono, che la scelta di Andrea Pucci era tutta sua: «La mia scelta è per uno che riempie i teatri». Non so se Pucci riempia davvero i teatri (può darsi, visto che c’è ancora un pubblico che ama battute sessiste e omofobe); non so se Conti l’abbia scelto in autonomia (può darsi, ma allora dimostra o di non saper fare il suo mestiere o di voler rendere omaggio all’aria che tira); non so, infine, se Pucci abbia poi declinato l’invito per paura degli sberleffi o per immolarsi a vittima, com’è d’uso oggi dalle sue parti.

C’era un solo modo per far capire chi sia Pucci a chi non conosce Pucci, o l’ha visto solo di sfuggita in tv (persino in quel «covo di sinistra» che è «Zelig»): depotenziare il suo umorismo portandolo all’esasperazione.



















































È quello che ha fatto Fiorello a «La Pennicanza» (Rai Radio2), proponendo «il clamoroso monologo di Pucci se fosse andato a Sanremo».

«Una risata vi seppellirà»: uno degli slogan più in voga nel Sessantotto è diventato oggi la principale chiave di lettura del medievalismo politico di questi anni. Anche quando la risata lascia l’amaro in bocca. Ancora Fiorello, stavolta nelle sembianze di Ignazio La Russa: «Pucci lascia Sanremo perché gli hanno dato del fascista e omofobo? Ma come, ti fanno i complimenti e tu abbandoni? Ma siamo matti?».

L’ironia è un modo di guardare di sbieco, di non aderire al pieno della certezza e al saturo delle convinzioni.

Non ricordo chi abbia detto che l’ironia presenta molti pericoli, sia per l’ironista sia per le sue vittime. È una manovra linguistica tanto arrischiata quanto delicata: è bastato che Fiorello facesse una battuta sulla Lazio perché ci fossero ripercussioni persino in Borsa, a dimostrazione del fatto che non è solo il pubblico di Pucci ad avere problemi di comprensione del testo.

Del resto, oggi la maggior teorica dell’ironia è Heather Parisi quando sui social, nel difendere Pucci, battibecca con Luca Bizzarri per spiegargli la differenza fra satira e monologo. Sarebbe una perfetta co-conduttrice per il Sanremo di Carlo Conti.

12 febbraio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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