MESTRE – Il paragone con Palazzo Labia è meglio nemmeno provare ad immaginarlo. Invece degli affreschi di Giambattista Tiepolo, al massimo, qui si trovano i graffiti fatti da qualche writer con lo spray sulle pareti in cemento armato. Le architetture? Tutta un’altra cosa. La quiete (turisti a parte) di Venezia? Resterà un bel ricordo. Ma, salvo contrordini al momento molto improbabili, la futura sede della Rai di Venezia, con gli studi del Tgr del Veneto, arriverà nel palazzone che fino al 2011 ospitava l’Unicredit, e da allora chiuso e messo in vendita.

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Solo che un anno fa l’edificio di via Forte Marghera, all’ingresso di piazza Barche arrivando da Venezia, è stato finalmente comprato dalla 2M Home di Spinea e, ormai da mesi, sono state avviate le trattative con la Rai per il trasferimento in blocco di uffici e Centro di produzione regionale, ormai quasi arrivate alla firma del contratto, praticamente in concomitanza con la decisione dell’azienda di mettere (nuovamente) in vendita Palazzo Labia assieme alle sedi di Firenze e Genova, affidandole a un advisor. Una coincidenza? Difficile pensarlo.

L’EX BANCA

L’avvio dell’operazione sarebbe avvenuto dalla metà dell’autunno scorso, valutando ovviamente l’edificio che, opportunamente trasformato, dovrà accogliere sicuramente i circa 60 dipendenti che sono attualmente a Palazzo Labia: trenta giornalisti, una ventina di tecnici e una decina di impiegati, ma anche gli studi televisivi per il Tgr e le altre trasmissioni della sede regionale, attualmente ricavati nel palazzo storico veneziano senza grandi metrature che, invece, nell’ex banca di via Forte Marghera sarebbero possibili.

La vecchia sede Unicredit di via Forte Marghera è un palazzo del 1980 a cinque piani di ben 5.761 metri quadrati e 20mila metri cubi complessivi, con giardino e garage sotterranei, già con funzione direzionale e con a fianco due alberghi, il 4 stelle President e l’hotel residence Elite, oltre al Tribunale per i minorenni di piazzale Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Chiuso dall’agosto del 2011, su una delle porte è ancora affisso il cartello del trasferimento dell’Unicredit in piazza XXVII Ottobre,qualche centinaio di metri più in là. Qualche altro dato tecnico: l’interrato si sviluppa su 2.347 metri quadrati; il piano terra è di 866 metri quadri, i primi tre piani (da 810 metri quadrati l’uno) sono adibiti ad uffici, il quarto (da 118 metri quadri) ospita locali tecnici, mentre il piano tetto non è – almeno per ora – praticabile. All’interno del palazzo, oltre a tre ascensori e due scale, c’è un cavedio che consente una fonte di luce aggiuntiva.

ABBANDONO E RINASCITA

In tutti questi anni i vigili del progetto Oculus sono intervenuti più volte, assieme a ditte di sanificazione per liberare l’area esterna occupata a più riprese da sbandati e tossicodipendenti. L’ultima operazione in ordine di tempo risale a pochi mesi fa, richiesta dalle strutture vicine proprio per il ritorno dei bivacchi. È stata tagliata tutta la vegetazione delle aiuole lungo via Forte Marghera per aumentare la visibilità ma, anche ieri mattina, lungo il perimetro dell’edificio e sulle scale che portano al piano sotterraneo, bivaccavano almeno tre persone.

É chiaro dunque che se per Venezia “perdere la Rai” sarebbe un ulteriore smacco, per Mestre l’occasione di veder arrivare la sede veneta della tv di Stato diventerebbe un’occasione per rigenerare un complesso abbandonato da 15 anni. Fino a ieri si parlava di due opzioni possibili in terraferma: in “zona stazione” e, appunto, in via Forte Marghera. La prima ipotesi, però, non sarebbe nemmeno stata intrapresa, puntando sull’ex Unicredit che, dal punto di vista dei collegamenti tra Mestre e Venezia, è comunque in una posizione strategica. L’accordo definitivo è atteso per le prossime settimane, quindi – sulla base delle indicazioni che arriveranno dalla Rai – la 2M si dovrebbe occupare direttamente della progettazione e della trasformazione dell’ex banca, e gli interventi edilizi compiuti in questi anni in città sono una garanzia di qualità. I tempi? Salvo sorprese o ripensamenti, si parla di circa tre anni.