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Dalla coppia più chiacchierata dell’estate al film insieme, disponibile in streaming dalla vigilia di San Valentino. Raoul Bova e Beatrice Arnera si ritrovano sul set di Amici Comuni dopo aver già lavorato in coppia in Buongiorno Mamma. Un incrocio che, inevitabilmente, alimenta la curiosità del pubblico e riaccende i riflettori su due volti finiti al centro del racconto rosa degli ultimi mesi. Anche perché, fuori dal set, Bova ha chiuso la relazione con Rocío Muñoz Morales e Arnera quella con Andrea Pisani. Una coincidenza temporale che rende ancora più vicino il tema del film, commedia che prova a leggere le relazioni nell’epoca contemporanea, tra fragilità, maschere e (soprattutto) telefoni sempre accesi.


APPROFONDIMENTI

Il film Amici Comuni

Amici Comuni è la commedia romantica di Marco Castaldi che vede tra i protagonisti Raoul Bova, Beatrice Arnera, Francesca Inaudi e Luca Vecchi. Dopo un breve passaggio in sala a novembre, il film debutta il 13 febbraio in streaming su Paramount+. «È una storia che offre una riflessione – commenta Bova – come era capitato pure con Perfetti sconosciuti, che ha fatto parlare molto anche delle realtà nascoste e invisibili in un rapporto».

Un paragone che suona come un auspicio, vista la risonanza che quel titolo ha avuto.Una novità spiazzante

Marco (Bova) è uno chef. Giulia (Inaudi) è una stilista di moda per bambini. Sono sposati, ma da tempo la loro lingua quotidiana è diventata quella della discussione. Veronica (Arnera), social media manager e amica di entrambi, si presenta con il nuovo amore Claudio (Vecchi), ingegnere, e annuncia che presto si sposeranno. La novità fa da detonatore: tra confidenze e scoperte, emergono rapporti clandestini, interrotti e mai davvero risolti. Da lì, decisioni difficili e un interrogativo che resta sullo sfondo. Ricominciare senza ripetere gli stessi errori è molto più complicato del previsto.

La vulnerabilità di coppia

Niente domande sul privato. All’incontro di Bova con la stampa esiste un perimetro, come era stato fatto in occasione del lancio di Don Matteo. Ma un film come Amici Comuni porta comunque a parlare di dinamiche di coppia e, soprattutto, di quel punto in cui l’immagine costruita non regge più. «Mostrarsi vulnerabili in una coppia è un atto di sincerità ma anche di necessità, di comprensione, di comunicazione diretta. Vuol dire farsi conoscere per quello che si è. A volte invece creiamo delle immagini di noi non aderenti alla realtà che diventano delle gabbie. Questo è anche il motivo per il quale tante coppie non funzionano, perché a un certo punto non ce la fai più a mantenere quelle immagini, escono fuori le verità e quindi anche le debolezze, le fragilità». Beatrice Arnera legge la commedia con la stessa lente, quella dei sentimenti che inciampano e si scoprono imperfetti: «Indaga sui sentimenti umani, fragili in quanto tali, irrisolti e probabilmente scoordinati. Ognuno, penso, possa rivedersi in un aspetto di quelle sofferenze, goffaggini o difficoltà tipiche dei rapporti».

L’amore ai tempi dello smartphone

Arnera apre anche il capitolo più quotidiano, quello della tecnologia che entra nelle relazioni: «Il telefono credo che abbia ferito le relazioni sotto un certo punto di vista». Bova rafforza l’idea: «È proprio un terzo incomodo. Nella camera da letto ci sei tu, l’altra persona e anche i rispettivi telefoni». E torna sul tema della sincerità in amore, quando la maschera si incrina: «Non sempre questa maschera si può portare avanti: a un certo punto escono le verità. Mostrare le nostre vulnerabilità renderebbe tutto più semplice». Sugli sviluppi delle relazioni, quando finisce la magia degli inizi, l’attore chiude con un pensiero che sembra parlare sia del film sia del presente: «Dipende dai presupposti: c’è chi parte da una base solida e poi perde entusiasmo, chi scopre che la persona amata non è quella che credeva, perché l’innamoramento maschera. A volte l’altro cambia, si trasforma, e allora nasce la ricerca di qualcosa di più sincero, più adatto, più felice».


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