Dall’infortunio alla mano destra rimediato con la Nazionale al rientro, lo schiacciatore dell’Itas Trentino si racconta. Ed è pronto a sfidare Perugia e Verona


Davide Romani

Giornalista

13 febbraio – 12:19 – MILANO

“Tornare in campo è stata un’emozione incredibile”. Daniele Lavia ha riassunto così la due giorni di Bologna. Alle Final Four di Coppa Italia lo schiacciatore è tornato dopo un lungo stop per infortunio. Il 23 agosto, durante una seduta pesi in maglia azzurra ha subito la frattura scomposta del quarto e quinto dito della mano destra. Dopo 168 giorni, il 25enne è tornato a disposizione. Al momento solo in seconda linea ma l’obiettivo è quello di rivederlo attaccare per la fase finale della stagione con il club: tra Superlega e Champions League. 

Le parole di Daniele Lavia al termine della vittoria per 3-0 dell'Italvolley sulla Francia nella semifinale dell'Europeo

Daniele Lavia

Schiacciatore

A Trento ha vinto due scudetti (2023 e 2025), una Champions (2024) e una Supercoppa (2021). In Nazionale ha vinto il Mondiale 2022

Lavia, cos’ha provato quando il tecnico Mendez l’ha chiamata per entrare in campo? 

“È stato particolare tornare a vivere certe sensazioni davanti a quasi 10000 persone. Mi sono tremate le gambe. Sono stati 5 mesi che mi hanno fortificato”. 

Qual è stato il momento più difficile di questi mesi? 

“I giorni del Mondiale. Non potevo condividere l’esperienza con i miei compagni. Ma allo stesso tempo mi ha permesso di capire molte cose”. 

“Ho percepito la vicinanza di molte persone. Amici, colleghi, dirigenti. E poi i miei compagni di Nazionale hanno portato la mia maglia sul podio del Mondiale”. 

Non ha mai avuto paura di non rientrare? 

“No e quando il dottore mi ha detto che potevo tornare al 100% non ho più pensato ad altro: rientrare al meglio delle mie possibilità. E così ho iniziato a focalizzarmi sul recupero. Quando si rientra da un infortunio si lavora ancora di più rispetto a quando ci si allena normalmente. Ho fatto ore e ore di sedute con il fisioterapista”. 

A che punto è con il recupero? 

“Non lo so. Non dipende solo dalla mano ma ci sono tante altre variabili. Va ritrovata la condizione fisica, va riabituata la spalla. Insomma, è un insieme di cose ma c’è ottimismo”. 

La voglia di attaccare però non l’ha persa. A Bologna dopo ogni ricezione la si vedeva proporsi con la rincorsa da seconda linea… 

“Io ci provavo. Ho pensato: “magari Sbertoli me la alza” (ride, ndr). Per ora va bene così, mi basta essere tornato in gruppo”. 

Dopo la due giorni di Bologna che idee si è fatta di Perugia e Verona, le avversarie per lo scudetto? 

“La Sir non la scopro certo io. È cambiata poco rispetto all’anno scorso quando ha vinto la Champions e in questa prima parte di stagione ha messo in bacheca il Mondiale per club. La Rana rispetto alla scorsa stagione è cresciuta molto, con colpi di mercato importanti. L’arrivo di Christenson è notevole: ho giocato con lui a Modena e conosco il suo valore. È uno dei migliori al mondo nel suo ruolo. Sono due squadre molto forti, ben attrezzate. Ma noi non siamo da meno”. 

Quando si rientra da un infortunio si lavora ancora di più rispetto a quando ci si allena normalmente”

Daniele Lavia

Lei è uno dei senatori del gruppo azzurro. Cosa pensa della possibilità di vedere Keita vestire la maglia azzurra? 

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“Ha dimostrato di essere un giocatore molto forte e in maglia azzurra potrebbe aiutarci in tanti contesti. Se lui ama l’Italia e si sente di diventare italiano, noi lo accoglieremo senza problemi”.