Certe etichette non nascono nei titoli dei giornali. Nascono negli spogliatoi, tra chi ti affronta e deve trovare un modo per spiegarsi perché non riesce a respirare. Sebastian Baez, argentino, numero 34 del mondo, uno che Sinner e Alcaraz li ha incrociati davvero, ha raccontato a La Nación quello che molti pensano ma pochi dicono ad alta voce. E in una frase ha acceso la curiosità di tutto il circuito: «Noi lo chiamiamo Robotito». Un soprannome che non suona come un insulto. Sembra quasi un riconoscimento.