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Redazione Online
La rottura della tubatura della caldaia ha danneggiato il soffitto della stanza 707 affrescata nel 1819 dal pittore Charles Meynier. Fermata una banda che aveva frodato al museo 10 milioni sui biglietti
Dal rocambolesco furto del 19 ottobre (quando sparirono 88 milioni di euro in gioielli), per il Louvre sembra non esserci pace. Il museo più visitato al mondo è intrappolato in un tunnel del quale non riesce a intravedere l’uscita, con le disavventure che arrivano una dietro l’altra, e dopo gli scioperi a oltranza del personale e la frode sui biglietti, ora ci si mette anche l’acqua a creare problemi.
La notte scorsa alcune sale con opere del XV e XVI secolo sono state chiuse ai visitatori a causa di un allagamento. A quanto riferito da Bfm, la perdita è dovuta alla rottura di una tubatura ai piani superiori con l’acqua che ha raggiunte le stanze 706 e 707, che sono state interdette al pubblico, dove sono conservate opere come “Il calvario con San Domenico in preghiera” del Beato Angelico e “Il cristo benedicente” di Bernardino Luini.
Il soffitto ottocentesco realizzato dal pittore Chalres Meynier nel 1819, un affresco intitolato «Il trionfo della pittura francese, apoteosi di Poussin, Le Sueur e Le Brun», è stato pesantemente danneggiato e dunque la chiusura al momento è a tempo indeterminato, come conferma la direzione del museo: «Questa notte, alle 23.30, una perdita d’acqua, proveniente da un tubo di alimentazione della caldaia, in un locale tecnico, ha causato danni al soffitto della sala 707, all’ingresso del dipartimento dei dipinti, nell’ala Denon. I pompieri – aggiunge la direzione del museo – sono immediatamente intervenuti e la perdita è stata fermata a mezzanotte e dieci».
È la seconda volta in pochi mesi che si verificano disastrose perdite d’acqua al Louvre: a novembre si era allagata la Biblioteca delle Antichità Egizie e diversi documenti e opere furono danneggiati e sempre a novembre erano state chiuse una galleria di antichità greche e diversi uffici per la fragilità strutturale di alcune travi su uno dei lati del cosiddetto quadrilatero Sully.
La frode da 10 milioni sui biglietti
L’ennesimo disastro, quello dell’allagamento, che giunge a un solo giorno dall’annuncio dello stesso museo di essere stato oggetto di un’operazione di polizia che ha smantellato una rete di frode sui biglietti «di ampia portata» costata almeno 10 milioni di euro.
L’operazione, che è avvenuta in seguito a una «segnalazioni del Louvre», ha precisato un portavoce del museo, ha portato all’arresto di nove persone tra le quali «ci sono anche due dipendenti del Louvre, guide turistiche, nonché una persona sospettata di aver organizzato la rete».
Le indagini sono iniziate nel dicembre 2024 dopo che il Louvre aveva segnalato la «frequente presenza al museo di una coppia di guide cinesi, che facevano entrare fino a 20 gruppi di turisti connazionali al giorno riutilizzando più volte gli stessi biglietti per persone diverse». Il Louvre stima così il danno subito in oltre 10 milioni di euro nel corso di un periodo di una decina di anni. Sarebbero stati sequestrati 957mila euro in contanti, di cui 67mila euro in valuta estera, e 486mila euro su diversi conti bancari, ma la procura ritiene che i sospettati abbiano investito buona parte del ricavato della frode in immobili «sia in Francia che a Dubai».
Gli scioperi da metà dicembre
E se non bastassero i furti, gli allagamenti e le frodi, il Louvre non si fa mancare nemmeno le difficoltà dovute agli scioperi dei lavoratori che protestano contro «condizioni di lavoro sempre più degradate» e «mezzi insufficienti».
Da metà dicembre, il Louvre è rimasto completamente chiuso per ben quattro volte e, a giorni alterni, alcune sale non sono accessibili. Christian Galani, rappresentante sindacale della Cgt, denuncia un «clima di sfiducia interna, rafforzatosi negli ultimi mesi»: ancora la scorsa settimana oltre 300 dipendenti si sono riuniti in assemblea generale, e hanno votato all’unanimità per proseguire lo sciopero indetto il 15 dicembre. «Manca un impegno concreto» per quanto riguarda il riallineamento degli stipendi di alcuni dipendenti, ha dichiarava Galani. Impegno che invece è stato ottenuto per il personale addetto all’accoglienza e alla sicurezza.
13 febbraio 2026
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