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Carlos Passerini, inviato a Pisa
Loftus Cheek porta avanti la squadra di Allegri che poi si fa raggiungere nella ripresa da Loyola. Del croato la zampata vincente
Modric l’acchiappasogni. Se il Diavolo è ancora vivo, se è ancora in corsa per lo scudetto, se a 14 partite dalla fine può ancora giocarsela per la seconda stella, lo deve al suo immenso fuoriclasse. Minuto 85’, il Pisa ha da poco pareggiato con Loyola l’illusorio vantaggio di Loftus-Cheek nel primo tempo, dopo che sull’1-0 Fullkrug aveva sciupato il calcio di rigore che avrebbe chiuso i conti. L’Arena Garibaldi ribolle e accarezza l’impresa, la partita sembra incanalata verso un pareggio che manderebbe in frantumi le speranze rossonere di restare in scia all’Inter nel lungo derby scudetto. Fino a quando il quarantenne croato inventa dal nulla la rete che vale il nuovo sorpasso, avviando l’azione, duettando con Ricci e chiudendola con un tocco morbido alle spalle di Nicolas, proprio sotto il settore dei suoi tifosi. A 40 anni e 157 giorni è il terzo giocatore più vecchio a segnare in serie A dopo Costacurta (41 anni e 25 giorni) e Ibrahimovic (41 anni e 166 giorni).
Un gol che vale oro: l’Inter torna distante 5 punti. Mercoledì i rossoneri recupereranno la sfida col Como, poi ci saranno Parma e Cremonese, prima del faccia a faccia con i cugini dell’8 marzo: tutto è ancora aperto. Attenzione però al tabù piccole, che sembra ancora lontano dall’essere spezzato: anche ieri, troppa fatica. L’impressione è che sia una questione tattica, non solo mentale. Ci sono però due statistiche che raccontano già di una stagione ad altissimo livello: il 23° risultato utile consecutivo che vale la striscia più lunga d’Europa, i 53 punti in classifica, le zero sconfitte in trasferte come solo il Bayern Monaco.
«Tutti dobbiamo imparare da Luka, ha un’umilità pazzesca, è andato a prendersi la vittoria» ammette Allegri. All’Arena Garibaldi, per il tecnico rossonero, è stata anche la notte dell’amarcord. Qui ha debuttato in serie A nel 1989 quando vestiva proprio la maglia dei toscani: erano gli anni del Pisa di Anconetani, gli anni d’oro del nostro calcio. L’esordio, guarda te il destino, fu proprio contro il Milan: finì 2-0 per i rossoneri, doppietta di Van Basten. Per quanto riguarda il centravanti, Max stavolta si deve arrangiare con quello che ha: Pulisic e Leao non sono al meglio e vanno in panchina, come Fullkrug che è ancora alle prese col dito del piede rotto, quindi spazio al redivivo Nkunku insieme a Loftus-Cheek. Il Pisa è con l’acqua alla gola, chiude la classifica e vede da vicino il baratro della serie B. Ma il nuovo allenatore Hiljemark, svedese di 33 anni, crede nella salvezza. La spinta dei 10mila tifosi nerazzurri si sente e rimbomba fino a piazza dei Miracoli, a due passi da qui.
Il piano dei toscani è chiaro: cinque uomini bloccati sulla linea difensiva più una gabbia su Modric, che infatti fatica a liberare le idee. Gli urlacci di Allegri si sentono fino alla torre pendente: ce l’ha con Fofana, fuori dal gioco. Dopo una parata super di Maignan, è Loftus-Cheek verso la fine del primo tempo a segnare di testa il secondo gol consecutivo. Sembra chiusa, ma il rigore tirato sul palo dal neo entrato Fullkrug dà la carica al Pisa, che trova il pari è con Loyola. Entrano Leao e Pulisic, ma prima dell’espulsione di Rabiot nel recupero per doppio giallo, il secondo dei quali per proteste, a svegliare il Diavolo dall’incubo è Modric. L’acchiappasogni.
13 febbraio 2026 ( modifica il 13 febbraio 2026 | 23:29)
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