Parma, 13 febbraio 2026 – “Per noi Chiara Petrolini è immatura quando ha una mancata assunzione di responsabilità, fa fatica a gestire alcune emozioni, preferisce parlare col web che con le persone, dipende molto dal giudizio altrui e tollera male, ha una ipersensibilità alla critica, al giudizio”. Ma si tratta di “immaturità tali” che “non rilevano in termini di imputabilità” della ragazza cioè non modificano “la valutazione sulla capacità di intendere e di volere”. Queste le parole con cui le psichiatre hanno motivato in aula, oggi, la “capacità di intendere e di volere” di Chiara Petrolini, la 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli neonati, partoriti a un anno e mezzo di distanza l’uno dall’altro a Traversetolo in provincia di Parma.

Chiara Petrolini, la studentessa imputata del duplice omicidio premeditato dei figli neonati, morti e sepolti nel giardino di casa (Ansa)
Condizione di solitudine: preferiva comunicare col web che con le altre persone
“Chiara versa in una sorta di condizione di solitudine, preferisce comunicare col web, che ha una funzione suppletiva che consente di avere le risposte anche più disparate, che la proteggono, la salvaguardano dal senso di vergogna”. Lo hanno detto Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, le perite della Corte di assise di Parma, testimoniando in aula nel processo a Chiara. Le perite hanno illustrato il loro elaborato che ha concluso per la piena capacità di intendere e volere della giovane imputata al momento dei fatti. La 22enne non è presente oggi in aula mentre ci sono l’ex fidanzato e padre dei due bambini, Samuel Granelli, parte civile, e i genitori di lei, tra il pubblico.

Chi è Chiara Petrolini
Ribadita la capacità di intendere e di volere: immaturità evidente ma senza deficit
È stata ribadita la capacità di intendere di Chiara Petrolini: “Non ha deficit, non ha disturbo di personalità” e stante questa conclusione “non possiamo metterci a parlare di pericolosità sociale”. Le perite hanno anche ribadito la loro valutazione sull’immaturità della ragazza: “È un dato abbastanza evidente”. “Ha delle tappe evolutive in ritardo rispetto alla sua età, per noi Chiara è immatura quando ha una mancata assunzione di responsabilità, fa fatica a gestire alcune emozioni, preferisce parlare col web che con le persone, dipende molto dal giudizio altrui e tollera male, ha una ipersensibilità alla critica, al giudizio”. Ma si tratta di “immaturità tali” che “non rilevano in termini di imputabilità” della ragazza cioè non modificano “la valutazione sulla capacità di intendere e di volere”. A dirlo è Laura Ghiringhelli, rispondendo a una domanda del presidente della Corte di assise di Parma Alessandro Conti specificando un passaggio delle conclusioni della perizia psichiatrica firmata insieme alla collega Marina Carla Verga.

“Il suo interlocutore preferenziale? La cronologia del suo cellulare”
Le specialiste hanno sottolineato nell’introduzione come la ragazza avesse “un interlocutore preferenziale, la cronologia del suo cellulare”, da cui si sono ricavate anche le informazioni sulla sua seconda gravidanza.
L’imputata, in perizia, viene definita soggetto immaturo e fragile, meritevole di un trattamento e percorso di cura non così differente da quelli dedicati peri minori. “Pur avendo un’età adulta presenta fragilità. Non ha un deficit, ha delle tappe evolutive in ritardo rispetto alla sua età anagrafica”, ha detto Verga rispondendo a una ulteriore richiesta di chiarimento del procuratore di Parma Alfonso D’Avino.
“Non capisce come nessuno si sia accorto delle sue gravidanze”
Chiara Petrolini ha una modalità di relazione con gli altri definita “vendicativa” dalle psichiatre che l’hanno analizzata per conto dei giudici della Corte di assise di Parma. Sul punto, rispondendo alle domande delle parti in aula durante il processo, le due perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, hanno spiegato: “Non è vendicativa del tipo ‘ti buco le gomme’ – hanno detto – ma tende a rendere l’altro responsabile di qualcosa. Lo ha fatto anche con noi. Come se fosse il suo modo di mettere in difficoltà l’altro, per riportare equilibrio dentro se stessa”. Per esempio la sua reazione al fatto che le persone intorno a lei non si accorsero che era incinta, è stata quella di dire “come è possibile che non se ne siano accorte?. Io ho fatto qualcosa che non va bene, ma tu non ti sei accorto di niente: sicuro di essere migliore di me, di potermi giudicare?”, ha detto Verga utilizzando la prima persona, per illustrare quello che ritiene essere il processo mentale dell’imputata.
Il suo modo di cavarsela? Mette gli altri davanti al fatto compiuto”
In un altro passaggio della deposizione, è stato illustrato il “modo di cavarsela” di Chiara: il mettere gli altri di fronte a un fatto compiuto. “Fa le cose, mette l’altro in una situazione di non aver visto, di non averla vista e questo le serve per riequilibrare il suo stato, per pareggiare i conti”.