di
Andrea Laffranchi

La popstar per la seconda volta a Sanremo con «Voilà»: Vorrei mostrare una versione più adulta e seria di me e spero di cantare bene

«Mi è simpaticissimo», ha detto Elettra Lamborghini del presidente Mattarella, definendo il suo discorso di ieri «meraviglioso e super motivazionale». Il suo cuore, in vista del Festival, fa pum pum pum. «L’unica cosa che mi preoccupa, anche nelle prove, è scendere le scale. Sento il cuore che batte e mi sembra di svenire anche perché indosso abiti stretti e da buona forchetta peggioro la situazione mangiando tortellini prima di salire sul palco. Da dietro la scala sento il cuore che fa pum pum pum, poi rallenta e quando Carlo annuncia il mio riparte il pum pum pum. Devo fare allenamento zen e respiri profondi», confessa la popstar.

Quella di «Voilà» non è un’Elettra latin-reggaeton. «Mi sto evolvendo e anche la mia musica sta cambiando. Questo è uno di quei pezzi che se avessi sentito cantato da un’altra avrei detto: “quanto vorrei che fosse mio”. Mi è capitato con “Bellissima” di Annalisa». Il testo è sexy, si raccontano notti calde e compare un letto dove si fa pace. «È tutto velato — ride — un vedo non vedo, non è esplicito. E poi io nel letto ci faccio delle gran dormite».
Nei suoni da disco dance anni Settanta e anche nel testo c’è un omaggio a Raffaella Carrà. «Mi sto ispirando a lei, iconica e rivoluzionaria, cantante e ballerina, bolognese come me, sempre col sorriso. Nessuno ha mai avuto brutte parole per lei». Se Raffa era amata da tutti, lei è divisiva. «Ai tempi della Carrà non c’erano i social e tutta questa informazione gratuita che crea fake news. Di recente mi sono arrabbiata perché girava una notizia falsa su dime, e lo stesso è capitato a Diletta Leotta: dicevano che avevo insultato Barella e Sinner. I bot generano cattiveria e odio gratuito».



















































La sua performance sanremese del 2020 con «Musica (e il resto scompare)» venne massacrata. «Finita l’esibizione della prima serata sono tornata in camerino convinta di aver spaccato. Tutti quelli del mio staff mi hanno guardata: “è andata di m…”. Ci sono rimasta male ma c’erano stati problemi tecnici… In gara è andata come andata, ma il pezzo poi ha funzionato». Per «Voilà» le pagelle degli ascolti in anteprima l’hanno messa in fondo alla classifica. «Non me la prendo. Non parlo mai della mia famiglia ma so che è inevitabile che ci siano pregiudizi e che quindi la gente preferisca premiare chi ha fatto la gavetta rispetto a chi un cognome conosciuto. All’inizio della carriera questo mi buttava giù, ora spero solo che quando il pubblico ascolterà la canzone cambi idea. Vorrei mostrare una versione più adulta e seria di me e spero di cantare bene. Poi nella serata delle cover si balla e ci si diverte».

Sarà con le Las Ketchup e rifaranno «Aserejé», tormentone estivo del 2002. «Ero bambina… andavo in spiaggia a Riccione e mangiavo delle gran piadine. Guardavo Mtv e Top of the Pops e mi ricordo il loro video con quel balletto iconico che rifaremo all’Ariston». Non ha mai pensato di portare sul palco suo marito Afrojack, dj e produttore olandese: «Abbiamo una relazione splendida, ma è meglio non mischiare lavoro e affetti. È un ragionamento che abbiamo fatto anche quando ho firmato un contratto con Universal Messico». Il festival ha contagiato anche lui però: «Tutti gli anni ho un gruppo di ascolto con le amiche e gli ho spiegato che l’Italia si ferma per una settimana per Sanremo: ha capito la grandezza della manifestazione».

14 febbraio 2026