L’ex bomber dell’Inter si confessa nella nuova puntata di Legends Road, disponibile sull’app di Dazn, e incorona l’attaccante di Chivu e della Nazionale

Christian Vieri, il centravanti che ha segnato un’epoca a suon di gol, è il volto del nuovo episodio di Legends Road, disponibile da ieri sull’app di Dazn. La serie di interviste esclusive, co-prodotte da Dazn, Lega Calcio Serie A e Enilive, accompagna i tifosi verso le sfide più iconiche del campionato attraverso il racconto di 8 leggende del calcio italiano. In un’avventura “on the road”, Pierluigi Pardo incontra i campioni che hanno scritto la storia del calcio, coinvolgendoli in un dialogo in cui i ricordi del passato si intrecciano con le emozioni del presente. Ospite di questa sesta tappa è appunto Bobo-gol, l’ex bomber dell’Inter. La chiacchierata ripercorre i momenti indimenticabili che lo hanno visto protagonista sul campo – dalle grandi sfide di Serie A, il “5 maggio” e i Mondiali del 2006, fino agli aneddoti riguardanti il rapporto con Marcello Lippi e al guidizio su Pio Esposito. L’intervista anticipa il derby d’Italia di stasera che sarà trasmesso da  Dazn con telecronaca affidata a Pierluigi Pardo con il commento tecnico di Massimo Ambrosini, mentre Federica Zille sarà a bordocampo per accompagnare i tifosi con interviste e collegamenti live.

bobo su pio—  

Vieri nella sua chiacchierata con Pardo ha parlato di molti argomenti: “Quando ero un bambino – ha iniziato – e vivevo in Australia, a Sydney, avevo due sogni: giocare in Serie A e in Nazionale. Quando ci sono riuscito, tutti i giorni erano belli perché andavo al campo ad allenarmi. Le sconfitte più brutte della carriera? Vincere e perdere fa parte del gioco. Ho perso la finale di Champions con la Juve e ho pianto tre settimane. Dove ho sofferto davvero è quando mi sono fatto male al ginocchio e non sono andato al terzo Mondiale. Lì ho sofferto tanto perché era giusto che ci fossi anch’io. Ero andato a Monaco apposta per giocare”. Eccoci al derby d’Italia di stasera: “Inter-Juve è… la partita, è la partita dell’anno. C’è tanta tensione, tanta adrenalina, tutti vogliono giocare. Poi ti dico: quando si gioca a San Siro, San Siro è il posto dove un attaccante può fare gol. San Siro è San Siro. Infatti, era un mio grande sogno giocare a San Siro”. Il rapporto con Marcello Lippi merita un capitolo a parte: “Il mister è molto simile a me, le cose te le dice in faccia. Nella partita contro l’Atalanta, io ero in panchina, sono entrato cinque minuti, è finito il primo tempo, lui mi ha detto una cosa e io ho risposto. Ero nervoso, poi parole un po’ di qua e di là e si sono messi in mezzo Peruzzi e Ciro. Da lì, nelle settimane dopo, ho fatto un po’ di tribuna. Poi una sera Peruzzi mi ha chiamato per andare a cena: mi ha portato dove c’era Lippi e mi ha detto: ‘Vai a chiedergli scusa’. Quel gruppo era vincente perché era un gruppo di campioni e di persone per bene”. Poi sull0Inter e il 5 maggio: “Al 5 maggio ci pensiamo ancora. L’altro giorno Recoba mi dice: ‘Tornassi indietro direi a Cúper di non farmi giocare dall’inizio, di farmi entrare nel secondo tempo, perché eravamo troppo sbilanciati’. Dopo 24 anni, siamo ancora lì a parlarne, e lui dice una cosa del genere: pensa quanto ci teneva! ‘Dovevate giocare tu e Ronaldo davanti, coperti.’ Pensa a cosa vai a ripensare dopo tutto questo tempo! Perché ti posso dire una cosa? Ci tenevamo forse anche troppo. Ronaldo? La domenica vedevi il 10% di quello che faceva durante la settimana. Troppo, troppo forte. Gli dicevo: ‘Ma non si possono fare queste cose, solo tu riesci’. Era simpatico, un pezzo di pane, sorrideva sempre. I brasiliani hanno qualcosa in più, non c’è niente da fare”. Finale su Pio Esposito: “Bravo, giovane. Passare da giocare dallo Spezia in Serie B a San Siro con l’Inter è un salto enorme. Devi fare gol lo stesso anche se hai 21 anni perché l’Inter deve vincere tutte le partite. Quando entri devi fare la differenza. È bello, ma è stressante perché c’è tanta pressione”.