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Redazione Online
Nota di Francia, Germania, Olanda, Svezia e Gran Bretagna. Ma per la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova si tratta solo di «insinuazioni»
L’oppositore russo Alexei Navalny, morto in un campo di prigionia due anni fa, è stato assassinato dallo Stato russo con una «rara tossina»: lo affermano i governi di Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Paesi Bassi in una dichiarazione congiunta a margine della Conferenza di Monaco. «Sappiamo che lo Stato russo ha usato questa tossina letale per colpire Navalny, temendo la sua opposizione», ha dichiarato il Ministero degli Esteri britannico. Londra ha segnalato Mosca all’organismo mondiale di controllo sulle armi chimiche.
«Gli scienziati di cinque Paesi europei lo hanno accertato: mio marito, Alexei Navalny, è stato avvelenato con epibatidina, una neurotossina, uno dei veleni più letali sulla terra. In natura, questo veleno si trova sulla pelle della rana freccia dell’Ecuador. Causa paralisi, arresto respiratorio e una morte dolorosa». Lo ha scritto su X Yulia Navalnaya, vedova di Alexei Navalny.
«Ero certa fin dal primo giorno che mio marito fosse stato avvelenato, ma ora c’è la prova: Putin ha ucciso Alexei con un’arma chimica», spiega. «Sono grata agli Stati europei per il lavoro meticoloso che hanno svolto in due anni e per aver svelato la verità. Vladimir Putin è un assassino. Deve essere ritenuto responsabile di tutti i suoi crimini», aggiunge.
Ma per la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, come riporta la Tass, si tratta solo di «insinuazioni»: «Quando ci saranno i risultati dei test, quando ci saranno le formule per le sostanze, ci sarà un commento. Senza questo, tutti i discorsi e le dichiarazioni saranno solo un’insinuazione informativa volta a distogliere l’attenzione dai problemi urgenti dell’Occidente».
«Cinque nazioni europee hanno stabilito che la Russia ha avvelenato Alexei Navalny. Si è trattato di un atto codardo da parte di un leader spaventato». Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. «La Russia da tempo agisce come uno Stato terrorista, affidandosi a metodi terroristici. Avvelenare avversari politici. Zittire i giornalisti. Invadere vicini pacifici. Questa è la vera faccia della Russia di oggi. Onoriamo la memoria di Alexei Navalny e di tutti coloro che la Russia di Putin ha violentemente zittito nel corso degli anni», aggiunge.
14 febbraio 2026 ( modifica il 14 febbraio 2026 | 18:52)
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