di
Dario Sautto

Dopo il parere dell’ospedale romano, il Monaldi di Napoli afferma che il bambino resta in lista trapianto «sussistendo ad opinione del medico responsabile le condizioni cliniche, stabili in un quadro di grave criticità»

In attesa di sapere se un cuore sarà disponibile, la famiglia del bambino a cui è stato trapiantato un cuore lesionato ha chiesto aiuto ai medici dell’ospedale «Bambino Gesù» di Roma. Per avere un parere sulla possibilità di sottoporre a un nuovo intervento il bimbo e sulla disponibilità di una équipe medica specializzata proveniente dal nosocomio romano che possa affiancare i chirurghi del Monaldi di Napoli.  Ma la risposta attesa dalla Capitale non è stata positiva. «Secondo l’ospedale Bambino Gesù – ha detto il legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, nel corso della tramissione “Mi manda Raitre” – non è più trapiantabile».

Per il piccolo Francesco (nome di fantasia), il paziente di appena due anni e tre mesi tuttora ricoverato in gravi condizioni,  le speranze di un nuovo intervento ci sono ancora. Sempre il legale della famiglia, ha anche rivelato che «al Monaldi pare che si siano opposti con fermezza» al parere dato dall’ospedale Bambino Gesù.  E quindi un nuovo trapianto potrebbe essere possibile. «L’opposizione proveniva dal medico che l’ha operato – ha detto Petruzzi – il quale sostiene che sia ancora trapiantabile e quindi per il momento rimane in lista trapianti. Sarà lo stesso medico che l’ha operato, e che presumo sia indagato, a rioperarlo. Quindi io mi devo recare dalla polizia giudiziaria per un’integrazione di querela. È una vicenda molto strana». 



















































La nota della direzione sanitaria: resta in lista trapianto

In mattinata però l’Azienda Ospedaliera dei Colli, di cui fa parte il Monaldi, afferma di non «aver reso dichiarazioni circa le condizioni cliniche del piccolo paziente trapiantato». Poi, nel pomeriggio, una lunga nota precisa: «La Direzione Sanitaria dell’Azienda Ospedaliera dei Colli conferma che la decisione assunta nella giornata di ieri da parte Heart Team è stata quella di mantenere il bambino in lista di trapianto, sussistendo ad opinione del medico responsabile le condizioni cliniche. Si precisa che la second opinion era stata richiesta dall’Azienda Ospedaliera dei Colli già la scorsa settimana all’IRCSS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Ricevuto il parere è stata priorità della Direzione Generale informare la famiglia e i suoi legali, chiarendo contestualmente che – così come deciso dal medico responsabile al termine del confronto con l’Heart Team e a meno di eventuali peggioramenti – il bambino sarebbe rimasto in lista trapianto. Ad oggi le condizioni del piccolo paziente restano stabili in un quadro di grave criticità. È essenziale ribadire che la Direzione Generale dell’Azienda ha prontamente e con fermezza adottato tutti i provvedimenti necessari a tutela del piccolo e di tutti i pazienti che afferiscono all’ospedale, che è e resta un presidio di eccellenza e di alta specializzazione, garantendo che non vi fossero ricadute assistenziali. La Direzione Strategica collabora attivamente con gli organi inquirenti e i servizi ispettivi per fare chiarezza su quanto accaduto e per l’individuazione di eventuali responsabilità» Infine «la Direzione Strategica è l’azienda tutta, profondamente addolorati per l’accaduto, confermano la vicinanza alla famiglia». 

Il legale: querela integrata, chiesto incidente probatorio

Intanto, mamma Patrizia, è certa che ancora una possibilità ci sia. Che le speranze non siano finite. Lo stesso avvocato Petruzzi, più tardi, all’uscita dalla stazione dei carabinieri di Cimitile (Napoli), ha poi spiegato di aver chiesto «un incidente probatorio sulle cartelle cliniche e tutta la documentazione, compresi i verbali della équipe multidisciplinare che sta valutando lo stato di salute del piccolo».

Primo in lista d’attesa

Intanto ieri, il ministro della Salute Orazio Schillaci  aveva assicurato che il bambino risulta il primo nella lista d’attesa per il suo gruppo sanguigno: «La Rete nazionale trapianti è impegnata nella ricerca di un potenziale donatore per il bambino in attesa a Napoli che risulta il primo nella lista d’attesa per il suo gruppo sanguigno. Qualsiasi segnalazione compatibile anche proveniente dall’estero sarà immediatamente valutata e proposta al centro trapianti. Tutti i centri di donazione nazionale sono sensibilizzati e sorveglieranno eventuali donatori potenziali. Seguiamo costantemente l’evoluzione». Ma ora questo parere dei medici del Bambino Gesù riapre tutta la questione.

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Gli ispettori a Napoli e Bolzano

Sempre ieri, dal ministero della Salute è stato disposto l’invio degli ispettori ministeriali presso gli ospedali San Maurizio di Bolzano e Monaldi di Napoli. Stessa decisione è stata presa dal governatore della Regione Campania, Roberto Fico, per quanto riguarda la struttura ospedaliera napoletana per valutare l’iter seguito. Le verifiche proseguiranno parallelamente all’inchiesta coordinata dalla sezione Lavoro e colpe mediche della Procura di Napoli (procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Antonio Ricci, sostituto Giuseppe Tittaferrante) che ipotizza il reato di lesioni colpose gravissime nei confronti di due chirurghi e quattro tra medici e paramedici.
Si tratta di professionisti dell’ospedale napoletano che hanno preso parte all’espianto del cuore sul piccolo donatore di Bolzano, al trasporto e al trapianto dell’organo ormai «bruciato» a Napoli sul piccolo paziente che attendeva.

Il sequestro del contenitore

Insieme a cartelle cliniche, documenti e atti, i carabinieri del Nas di Napoli, agli ordini del colonnello Alessandro Cisternino, hanno sequestrato anche il contenitore nel quale era stato adagiato il cuoricino il 23 dicembre prima del trasporto per il trapianto da effettuare all’ospedale Monaldi. Secondo una prima ipotesi, sarebbe stato necessario l’utilizzo di ghiaccio secco poiché il contenitore non riusciva a tenere la giusta temperatura, ma l’applicazione della sostanza avrebbe lesionato alcune fibre del muscolo cardiaco rendendolo inutilizzabile. Possibile che nei prossimi giorni il corretto funzionamento del box sia oggetto di una perizia. Nei prossimi giorni, la Procura dovrebbe nominare alcuni consulenti, tra cui esperti in cardiologia e trapiantologia pediatrica, per verificare le procedure adottate dai medici e il funzionamento del contenitore nel quale è stato trasportato l’organo con l’aggiunta di ghiaccio secco. Sul caso indaga anche la Procura di Bolzano dopo la denuncia presentata da un’associazione.

Il bambino resta ricoverato in terapia intensiva al Monaldi in gravi condizioni, attaccato ad un macchinario Ecmo. Il quadro clinico è stazionario rispetto a giovedì, anche se i parametri del fegato sono in continuo peggioramento proprio a causa del funzionamento del macchinario che, da un lato permette la funzioni vitali, ma dall’altro — a causa della scarsa ossigenazione — danneggia poco alla volta tutti gli organi interni.


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14 febbraio 2026 ( modifica il 14 febbraio 2026 | 16:35)