di
Roberta Polese

Investimenti in pensioni integrative per circa 3 milioni. «Conflitto di interessi, gli intermediari ora paghino»

L’obiettivo era mettere da parte qualche soldo ogni mese, per avere una pensione integrativa più avanti, date le prospettive poco rosee dei tempi che corrono. Non sono ricche le persone rimaste con un pugno di mosche dopo il fallimento della FWU insurance Lux S.A., compagnia assicurativa lussemburghese chiusa l’anno scorso, erano state solo previdenti. 

In Veneto e Friuli Venezia Giulia sono oltre 200 persone che hanno investito i loro risparmi contando di avere un ritorno al momento debito, mediamente tutti hanno perso qualcosa come 15 mila euro, chi più chi meno, i «danni» quindi potrebbero ammontare a circa 3 milioni di euro. Ora parte dal Veneto una nuova iniziativa di tutela per i risparmiatori coinvolti nel crac di FWU Life Insurance Lux S.A., compagnia lussemburghese specializzata in polizze vita finanziarie unit e index linked. L’iniziativa è promossa dall’associazione consumatori Atecon insieme allo Studio Legale Guiducci-Nitti di Padova. La strategia legale non si concentra sulla compagnia in liquidazione, ma sugli intermediari italiani che hanno collocato le polizze. Secondo i promotori, i prodotti sarebbero stati venduti senza un’adeguata informazione sui rischi e sulla solidità patrimoniale del cliente, in violazione delle norme di trasparenza e tutela del risparmio. 



















































«La procedura di liquidazione ha già stabilito il diritto degli investitori a ricevere circa il 20-30 % delle quote investite – spiega l’avvocato padovano Paolo Nitti – ma ancora non è chiaro se questo denaro verrà effettivamente restituito, noi però abbiamo deciso di seguire una strada diversa, accendendo un faro sugli intermediari, ossia sui consulenti che hanno promosso quelle polizze a clienti che non avevano ben chiaro il modus operandi della compagnia assicurativa, la quale ci risulta remunerasse molto bene proprio i consulenti, generando un netto conflitto di interessi in cui a perdere era il cliente finale – aggiunge – è su di loro, che vogliamo rivalerci: i consulenti non hanno fatto il loro dovere, soprattutto in considerazione del fatto che già a partire dal 2019 c’erano tutti i segnali che indicavano chiaramente che la FWU Life stava perdendo pezzi». 

In Veneto gli intermediari che rischiano di essere trascinati in tribunale sono almeno 4. Si tratta di agenzie assicurative del territorio, una di queste è a Verona. E infatti a Verona proprio un anno fa decine di vittime si sono ritrovate per fare il punto della situazione. Tra loro c’era il libero professionista, classe ’88, che per dodici anni ha versato 100 euro al mese (14mila euro) convinto di costruire una pensione integrativa con «un guadagno graduale». C’era anche l’imprenditore di 56 anni che aveva stipulato quattro polizze per tutta la famiglia, investendo circa 50mila euro in dieci anni. E la casalinga di 61 anni che aveva destinato 11mila euro, parte del patrimonio familiare, scoprendo di poter riscattare solo 2.800 euro. 

«A Treviso – aggiunge ancora l’avvocato Nitti – un’intera famiglia aveva sottoscritto polizze perdendo 60 mila euro, ma c’è anche chi ha versato 100 mila euro». «Abbiamo scelto la strada dell’azione collettiva così da garantire tutela effettiva a chi ha visto svanire i propri risparmi», dichiara l’avvocato Maurizio Guiducci, sottolineando i vantaggi di cause coordinate contro chi ha responsabilità dirette nella commercializzazione. Nei mesi scorsi si sono svolti incontri da Pordenone a Treviso e Vicenza, destinati a proseguire in tutto il Nordest. In tutta Italia il crack di FWU Life Insurance ha coinvolto oltre 100mila risparmiatori italiani per circa 360 milioni di euro, alcune cause contro gli intermediari che hanno collocato le polizze sono già partite. Due i ricorsi depositati: uno al Tribunale di Bergamo per cinque risparmiatori con investimenti superiori a 643mila euro, l’altro al Tribunale di Verona per dieci risparmiatori di otto province, per oltre 186mila euro. Bergamo l’azione è contro A1 Life, oggi Asstop in liquidazione, che tra 2009 e 2012 aveva venduto prodotti FWU per oltre 600mila euro. A Verona il ricorso è contro Ovb Consulenza Patrimoniale. Le cause si basano sulla natura finanziaria delle polizze unit linked. In attesa delle prime udienze, sta andando avanti anche la causa pilota davanti al Giudice di Pace di Conegliano.


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14 febbraio 2026 ( modifica il 14 febbraio 2026 | 18:50)