Grande attenzione ai materiali, una palette cromatica dal tepore raffinato e spazi ben distribuiti rinnovano il cuore di una villa in Liguria, ex residenza estiva.
Nel panorama architettonico della Riviera di Ponente, caratterizzato da stratificazioni edilizie molto eterogenee, il progetto di recupero di Villa per Noi a Bordighera si distingue per la sua coerenza.
Costruita negli Anni 40 come residenza estiva per una famiglia valtellinese, la villa è stata recentemente oggetto di un profondo intervento di ristrutturazione curato dallo studio milanese 967arch. Obiettivo: trasformare una residenza di villeggiatura in un’abitazione permanente di 240 mq, capace di rispondere alle esigenze di vita contemporanee senza perdere il legame con la propria storia.
L’edificio originale, caratterizzato da un rigore volumetrico che si distacca dai canoni tipici delle abitazioni liguri circostanti, è stato preservato nella sua essenza. Il progetto ha lavorato per sottrazione e valorizzazione, mantenendo intatta la sobrietà della struttura e agendo sulla distribuzione interna e sul rapporto tra l’abitare e il paesaggio della costa.
Un approccio che concilia visione e dettaglio
Foto Fausto Mazza
L’intervento porta la firma dei partner Cesare Chichi e Stefano Maestri, con la collaborazione di Monica Vivian e Simone Preatoni. Fondato a Milano nel 1999, lo studio 967arch ha consolidato negli anni un metodo progettuale che fonde la gestione di grandi complessi corporate (per clienti del calibro di Google, Campari e Loro Piana) con una sensibilità quasi artigianale per la scala residenziale.
La loro filosofia, basata sulla pulizia formale e su una ricerca materica mai fine a se stessa, trova in Villa per Noi un caso d’elezione: 967arch ha consegnato alla committenza una residenza che è, allo stesso tempo, custode della memoria familiare ed espressione dell’abitare moderno, calda e funzionale.
Più luce e più spazio
Foto Fausto Mazza
La rilettura degli architetti ha optato per l’ampliamento delle zone conviviali e la creazione di nuovi spazi dedicati alla dimensione privata e professionale, inclusi uno studio e una palestra attrezzata con elementi Waterrower Nohrd. Il cuore del rinnovamento risiede però nella gestione della luce: le aperture originali sono state ampliate per catturare la luminosità ligure, trasformandola in un elemento che definisce i volumi interni.
Il trait d’union cromatico dell’intera villa nasce da una fortunata scoperta archeologica domestica: nel corridoio del piano nobile, un armadio a muro dell’epoca rivestito in seta con motivi cinesi è stato restaurato e assunto a riferimento per la palette dell’intera abitazione. Da questo elemento storico derivano le scelte dei materiali e delle finiture, in un gioco di rimandi tra gli Anni 40 e il presente.
Raffinatezza materica e design d’autore
Foto Fausto Mazza
Negli interni, la continuità visiva è garantita dalle scelte dei rivestimenti. Per i pavimenti è stata selezionata la collezione in gres porcellanato Eterna Mix Gris di Ragno, che con le sue sfumature grigie neutre dialoga perfettamente con le aree in parquet.
Anche l’arredo concorre alla costruzione del progetto attraverso una sequenza di citazioni di design puntualmente selezionate, governate da un rigoroso controllo compositivo e culturale.
Nella zona giorno, sopra il camino, l’arredo originale è stato integrato con librerie su misura, completato da icone del design internazionale. La poltrona Lady di Cassina, firmata Marco Zanuso, dialoga con le sospensioni Meridiano di Fontana Arte, progettate da Gabriele e Oscar Buratti, mentre il living si completa con il divano Portofino di Alivar e il tavolino Horizontal di De Padova, che porta la firma dello studio Time & Style.
L’area pranzo mantiene un tono sofisticato dove una credenza Anni 40 convive con un’opera dell’artista David Oleski. Qui, il tavolo Henry disegnato da Emmanuel Gallina per Poliform, circondato dalle sedie Curve (sempre di Poliform), si staglia contro un lambris in mogano cannettato, un motivo decorativo che diventa la firma architettonica del progetto, riproposto anche nella camera padronale e sui frontali della cucina e dei bagni.
Tra il restauro degli arredi in mogano disegnati dal primo proprietario e l’inserimento di pezzi contemporanei, come il letto Flag di Bolzan Letti (design Ruga.Perissinotto) e il tavolino vintage Anni 60 fornito da Da Nord disegnato da Greta Jalk per Glostrup, gli interni sono stati risolti con grande equilibrio.
I bagni rappresentano piccoli gioielli cromatici, dove l’estetica retrò incontra la funzionalità moderna grazie alle piastrelle Ragno Look Glossy nelle varianti Blue, Avio e Oliva, alternate al Glicine della serie Melange.
L’illuminazione, curata nel dettaglio, si avvale di soluzioni tecniche e d’atmosfera firmate Davide Groppi (modelli Mira e Nulla) e Delta Light, con elementi decorativi di Flos come la lampada Foglio, disegnata nel 1966 da Tobia Scarpa.
Un esterno tra tradizione e recupero industriale
Foto Fausto Mazza
Il progetto non si esaurisce tra le mura domestiche, ma si estende al giardino, ripensato seguendo la logica dei terrazzamenti liguri. La facciata alterna un intonaco dalle tonalità calde e luminose a una base in pietra posata a secco, che ancora l’edificio al terreno e richiama il linguaggio architettonico locale.
Il camminamento esterno è stato rivisto con un attento recupero materico: lastricati in pietra d’Istria e travertino si alternano a una pavimentazione inedita realizzata con cubi lignei ricavati da vecchie traversine ferroviarie, profilati da elementi in corten.
Questo contrasto tra la porosità della pietra, la matericità del legno vissuto e il rigore del metallo ossidato crea un percorso tattile che conduce ai cancelli d’ingresso, anch’essi ridisegnati con un segno grafico deciso.
A Bordighera, una villa sobria degli Anni 40 rivela un interno accogliente e sofisticato: foto e immagini





