di
Alessandro Fulloni, inviato a Sion

Mercoledì Leila Micheloud, mamma di Fara e Melissa, ustionate, durante l’interrogatorio di Jacques, lo aveva incrociato per un «faccia a faccia» di mezzora, anche con Jessica. «Non li odio, ma sono gli autori della catastrofe»

SION  (SVIZZERA) «Bonjour a tous», buongiorno a tutti… «Sono Leila Micheloud, la madre di Fara e Melissa», due sorelle di 20 e 18 anni ustionate nel rogo al Constellation. La donna mercoledì era presente all’interrogatorio del Corso, a Sion. Verso mezzogiorno, in circostanze del tutto casuali, durante una pausa dell’audizione, ha incrociato Jacques e Jessica, restando a parlare con loro per circa una mezzora. Alla fine, c’è stata anche una stretta di mano. Scena del tutto diversa da quella dell’indomani, quando altri familiari delle vittime (una dozzina tra padri e madri, amici e alcuni bambini) hanno contestato pesantemente, al limite dell’aggressione, il Corso e la moglie diretti all’interrogatorio di lei. 

Di quel pacato «faccia a faccia» si è favoleggiato molto ma ieri, sui suoi profili social, proprio Leila ha chiarito il senso dell’incontro. «Voglio essere molto chiara. Non c’è stato alcun perdono, non li ho perdonati. Li ho ascoltati, e questo è tutto» precisa in un video. Inoltre, «in secondo luogo, non ho chiesto io di incontrarli. È successo spontaneamente. È successo e basta. Loro erano lì, i loro avvocati erano lì. Il mio legale (Sebastien Fanti) ha detto: “Guarda, forse vorrebbero dirti qualcosa”, io ho risposto bon, d’acord…». 



















































«Credo che fossero più loro ad aver bisogno di parlare con me che il contrario. Li ho visti, e questo mi è bastato». Poi, tranchant, spiega: ora «so con chi ho a che fare. Avevo bisogno di vederli. Avevo bisogno di vedere chi aveva fatto del male ai miei figli». Più tardi, intervistata dalla stampa svizzera, puntualizza ancora meglio: «Mi ero fatta un’idea di loro, ma è ancora peggio di quel che pensavo: quei personaggi sono gli autori della catastrofe». Quanto al contenuto dei trenta minuti, «no, non ne parlo, ne ho riferito solo in famiglia».

Sempre nel suo video, allarga il tiro delle responsabilità, ma con pacatezza: «Non sono gli unici. Intendiamoci, non li sto accusando. Ma non sono gli unici in questa storia». E ancora: « Non li odio, mi rifiuto di lasciarmi guidare da quel sentimento negativo che non porterà nulla di costruttivo alle mie figlie e alla mia famiglia…». Questo perché «ho una priorità: Fara e Melissa».

14 febbraio 2026