di
Roberta Merlin
La notizia ha infiammato i social, boom di messaggi. Il felino viveva fra bar, negozi e uffici del centro ed era amatissimo
Un’ondata di dolore ha attraversato stamattina 14 febbraio il centro di Rovigo. Poco prima delle 8, Rossini, il celebre “gatto di Rovigo, è stato investito e ucciso da un’auto all’angolo della Farmacia Tre Mori, in via Celio.
La notizia si è diffusa rapidamente tra residenti e commercianti, lasciando sgomenta l’intera comunità rodigina che lo considerava una vera e propria mascotte cittadina. La sua morte, avvenuta nel giorno di San Valentino, ha reso ancora più amaro il risveglio della città. Rossini non negli anni si era guadagnato l’affetto di cittadini, esercenti e visitatori, diventando una presenza familiare nella vita mondana e istituzionale di Rovigo. Libero di girare tra strade e piazze del centro storico, entrava nei negozi, si accomodava nei bar, faceva capolino nelle sedi istituzionali e persino in Comune. Era accolto con sorrisi, carezze e immancabili fotografie. La sua figura, inconfondibile con il manto arancione, era diventata parte integrante del paesaggio urbano.
La sua popolarità aveva superato i confini cittadini grazie ai social network: migliaia di follower seguivano quotidianamente le sue “avventure”, tra scatti rubati sulle panchine, soste davanti alle vetrine e apparizioni improvvise durante eventi pubblici. Rossini era diventato, a tutti gli effetti, un piccolo fenomeno locale, finito diverse volte anche in televisione come protagonista del capoluogo polesano. Il gatto mascotte della città era arrivato in Italia dalla Bosnia nel 2013, quando aveva circa un anno. Fin da subito aveva mostrato un carattere curioso e indipendente, scegliendo la vita all’aperto e costruendo il proprio regno tra le vie del centro. Con il tempo si era guadagnato soprannomi affettuosi come “il sindaco felino” o “la mascotte di Rovigo”. Frequentava il mercato cittadino, i plateatici dei bar, le vetrine dei negozi, talvolta sostava davanti agli uffici pubblici come se stesse svolgendo un ideale giro di perlustrazione.
Non sono mancate negli anni alcune disavventure: più volte era rimasto intrappolato in edifici o si era avventurato sul tetto di una chiesa, rendendo necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco per riportarlo a terra in sicurezza. Un’altra volta era finito dentro un camioncino di un corriere finendo addirittura in Toscana. Episodi che avevano contribuito ad accrescere la sua notorietà e l’affetto nei suoi confronti. Rossini era più di un semplice gatto libero, rappresentava un simbolo di comunità. Quando per qualche giorno non si faceva vedere, sui social e tra le vie del centro si rincorrevano messaggi di preoccupazione, al suo ritorno, sui social rimbalzava il sollievo della città: “Rossini è tornato”. Nel luogo dell’incidente, già nelle prime ore della mattinata, diversi cittadini si sono fermati per un saluto silenzioso. Centinaia le foto dell’amato gatto postate sui social dopo la diffusione della notizia della tragica scomparsa del micio più amato della città, perché tutti i rodigini, almeno una volta, lo avevano immortalato come un vero divo tra i tavolini e i monumenti del centro storico.
«Rovigo perde un pezzo del suo cuore – ha scritto la sindaca Valeria Cittadin sui social – , compagno silenzioso delle nostre giornate, presenza discreta ma capace di unire un’intera comunità. Sei stato molto più di una mascotte: sei stato un simbolo di affetto, di semplicità, di quella dolcezza che rende speciale la nostra città. Quanti sorrisi hai regalato, quante carezze, quante foto e momenti condivisi tra grandi e bambini. Oggi Rovigo ti saluta con gratitudine e commozione. La tua assenza lascia un vuoto, ma il ricordo resterà vivo nelle piazze, tra le nostre vie e nei cuori di tutti noi. Grazie per l’amore che ci hai donato».
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14 febbraio 2026 ( modifica il 14 febbraio 2026 | 16:59)
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