di
Chiara Marchetti

Gli iscritti dall’estero sono cresciuti del 53% rispetto a due anni fa. Il costo della vita e la mancanza di alloggi tra le cause dei minor arrivo di fuorisede. E nelle città universitarie crescono gli studentati di lusso, che il rettore dell’Alma Mater definisce «una tendenza da combattere»

L’Alma Mater si conferma per numero di immatricolazioni con oltre 26mila studenti arrivati sotto le Due Torri fra triennale, magistrale e ciclo unico. A snocciolare i numeri è il rettore Giovanni Molari che sottolinea come però «oggi non riusciamo a dare numeri definitivi, anche se sono molti vicini alla realtà, a causa del semestre filtro a medicina, visto che siamo ancora nella fase di scorrimento».

Fanno registrare segno più i dati relativi agli studenti internazionali che quest’anno sono oltre il 15 per cento del totale, con un aumento del 10,4% rispetto allo scorso anno accademico e addirittura del 53,4 per cento rispetto a due anni fa. 



















































In particolare, sono tanti gli arrivi da Camerun, Kazakistan, India, Tunisia e Cina. A questi si aggiungono poi futuri laureandi che provengono da altri Paesi europei con la Polonia al primo posto con un +52,3%, seguita da Bulgaria (+43,2%), Francia (+37,8%) e Albania (+17,6%). 

Le ragioni del calo di studenti dal Sud Italia

L’altra faccia della medaglia è rappresentata invece dal calo degli iscritti che arrivano da altre regioni italiane, in particolare sono diminuiti quelli che arrivano dal Sud con un -13,8 per cento. 

Secondo il rettore Molari, tra le principali cause della diminuzione degli studenti meridionali ci sono «il calo demografico, il costo della vita a Bologna, il problema degli alloggi e la tendenza, soprattutto in triennale, a rimanere vicino casa. Noi però non abbiamo mai fatto la corsa sul numero degli iscritti, questi sono i numeri che l’Alma Mater può tenere». In ogni caso, grazie agli studenti internazionali, «ormai l’UniBo compete con i grandi atenei europei e questo è un obiettivo pienamente raggiunto», sottolinea Molari.

Crescono gli iscritti a magistrale e ciclo unico, in calo alle triennali

Nel dettaglio, aumentano del 2,3% gli iscritti ai corsi di laurea magistrale e quelli ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico (5,8%), mentre calano le immatricolazioni ai corsi di laurea triennale (-2,3%). Per quanto riguarda i diversi campus, Bologna resta sostanzialmente stabile con una ventina di iscritti in meno, in aumento Cesena (3,5%), Ravenna (2,2%) e Forlì (3,2%), mentre a Rimini i numeri sono in calo solo a causa della chiusura di due corsi di laurea (-6,9%). 

Per il resto, continua il calo percentuale di iscrizioni di studenti provenienti dai licei — al contrario aumentano i diplomi esteri — stabili invece le immatricolazioni dai tecnici. Calano gli abbandoni, del 2,6 per cento negli ultimi quattro anni accademici, mentre oggi il 58,6% di chi si laurea a Bologna è nato da genitori non laureati.

Il rettore: «Gli studentati di lusso? Tendenza da combattere»

Il rettore ha inoltre fatto il punto sui posti letto a disposizione, sottolineando come l’ateneo quest’anno ne abbia messi a disposizione 159 in più gestiti da 

Er.go su un totale di 2.400. Numeri che però non soddisfano la richiesta. «Abbiamo fatto la nostra parte — le sue parole — ma non è compito dell’università costruire studentati. Altri 600/700 posti arriveranno con i progetti in corso, ma questo non basta a risolvere il problema, soprattutto a Bologna dove gli alloggi per gli studenti sono largamente insufficienti». 

Il rischio, sottolinea Molari, è che l’università diventi sempre più una cosa per studenti ricchi, in particolare stranieri. 

«Gli studentati di “lusso”, o comunque che hanno canoni di affitto alti, sono quelli scelti dagli studenti internazionali e questo conduce a un trend che negli anni porta purtroppo Bologna a diventare sempre più un’università per questa tipologia di ragazzi, a scapito di studenti che potrebbero frequentare l’Alma Mater, ma non hanno le opportunità per poterlo fare». Questa, mette in chiaro Molari, «è una cosa che dobbiamo assolutamente cercare di combattere nei prossimi anni».


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13 febbraio 2026 ( modifica il 13 febbraio 2026 | 09:31)