di
Salvatore Mannino
Della vittima si conosce solo il nome, Cristea Arben, 46 anni, albanese. Per il resto è un fantasma. A ucciderlo l’arteria femorale tranciata mentre scavalcava una recinzione di protezione dai cinghiali
Di lui, il ladro morto stanotte mentre fuggiva da un furto in villa nelle campagne di Policiano, alla periferia sud di Arezzo, si conosce solo il nome, Cristea Arben, 46 anni, albanese. Per il resto è un fantasma, uno dei tanti che si aggirano nelle notti italiane, spettri che terrorizzano chi vive con la paura dei furti in casa, specie nelle periferie e nelle case o ville isolate.
Già, perché una cosa pare sicura: la vittima di questo assurdo incidente, l’arteria femorale tranciata mentre scavalcava una recinzione di protezione dai cinghiali per scappare, di mestiere faceva il ladro. Lo dicono i precedenti per reati predatori rintracciati dai carabinieri. Forse veniva dal Lazio dove vive un fratello, unico familiare rintracciato.
Ieri sera, lui e i due complici fuggiti sono arrivati a Policiano per una notte di raid, come testimonia anche l’auto lasciata lungo la Regionale 71 e poi recuperata dai militari dell’Arma. Hanno messo a segno il primo colpo intorno alle 20, hanno rinchiuso il bottino nella vettura e poi si sono spostati nella in cima alla collina sopra il paese dove c’è una grande villa.
Erano sicuri fosse vuota, le luci erano spente, ma i ladri non avevano fatto i conti con il vicino, il cognato del primo proprietario, che invece era in casa eccome. È stato quest’ultimo, avvocato settantenne, a intimare l’alt e a tirar fuori la sua pistola, regolarmente detenuta, per poi esplodere un colpo in aria a scopo intimidatorio.
I malviventi, probabilmente tutti albanesi, si sono impauriti e sono scappati verso la recinzione anti-cinghiali, in due sono riusciti a scavalcarla, Arben invece si è ferito a una gamba in modo grave. È morto dissanguato in pochi minuti. A dare l’allarme al 112 è stato il cognato-avvocato, sono arrivati i carabinieri che hanno individuato il cadavere, è giunta la procuratrice di Arezzo Gianfederica Dito.
Le indagini sono coordinate dal Pm Angela Masiello ma il caso, a meno non vengano rintracciati i complici sono destinate a esaurirsi: reato estinto per morte del reo.
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14 febbraio 2026 ( modifica il 14 febbraio 2026 | 16:41)
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