di
Angela Cotticelli
Ogni anno in Italia nascono 4mila neonati con queste malformazioni cardiache. Oggi circa il 90% dei bambini raggiunge l’età adulta. Intervista a Claudia Montanaro, responsabile Uos Cardiologia del congenito adulto dell’Ospedale pediatrico romano, dove si possono fare controlli gratuiti il 14 febbraio
Le cardiopatie congenite rappresentano una realtà importante in Italia: ogni anno nascono circa quattromila bambini con queste malformazioni cardiache. Grazie ai progressi della medicina, e in particolare della cardiochirurgia e della cardiologia interventistica pediatrica, oggi circa il 90% di questi bambini raggiunge l’età adulta. In occasione della giornata mondiale delle cardiopatie congenite, che ricorre il 14 febbraio, l’Ospedale Pediatrico Irccs Bambino Gesù di Roma organizza un evento aperto a tutti con controlli gratuiti. Abbiamo chiesto a Claudia Montanaro, responsabile dell’Unità operativa semplice di «Cardiologia del Congenito Adulto», com’è possibile diagnosticare queste patologie e cosa è possibile fare per permettere ai piccoli pazienti di diventare adulti e vivere al meglio.
Screening prenatale
«Le cardiopatie congenite sono patologie rare con una prevalenza stimata intorno all’1-2% nei nati vivi – spiega Montanaro –. Lo screening prenatale è fondamentale. La diagnosi si basa soprattutto sull’ecografia fetale che permette di valutare la struttura del cuore, e non su un semplice prelievo di sangue. L’ecocardiografia fetale cardiaca viene eseguita generalmente tra la ventesima e la venticinquesima settimana di gravidanza, un periodo in cui il cuore del nascituro è ben visibile. Lo screening è importante anche in assenza di familiarità, attraverso la cosiddetta ecografia morfologica, ma diventa ancora più indicato quando esiste una familiarità, anche lieve. In particolare, se è presente un parente di primo grado con cardiopatia congenita, è consigliabile un esame aggiuntivo mirato».
Controlli periodici
In passato molti bambini non sopravvivevano. «Oggi il 90% dei pazienti con cardiopatie congenite può vivere a lungo e con una buona qualità di vita – riferisce la dottoressa Montanaro –. Tuttavia, è importante chiarire che nella maggior parte dei casi non si parla di “guarigione” definitiva: i bambini vengono curati e spesso sottoposti a interventi complessi, talvolta palliativi, che permettono al cuore di funzionare e al giovane adulto di crescere, anche quando la correzione non è completamente “naturale”. Proprio perché questi pazienti crescono, è essenziale l’esistenza di Unità dedicate alla transizione e al follow-up per tutta la vita. Molti pazienti, una volta adulti, possono necessitare di ulteriori procedure interventistiche o interventi cardiochirurgici. Le cicatrici lasciate dagli interventi pediatrici possono generare col tempo aritmie, come tachicardia ventricolare e fibrillazione atriale, che possono comparire anche nella popolazione generale, ma nei pazienti con cardiopatia congenita risultano spesso più complesse e potenzialmente più gravi. Per questo è importante che anche i pazienti adulti vengano seguiti in Centri altamente specializzati, in grado di garantire continuità assistenziale e prevenzione a lungo termine. Perché nonostante i risultati raggiunti, necessitano di controlli periodici e di un’assistenza specialistica per tutta la vita».
Open day all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù
Per rispondere a questa esigenza, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha istituito l’Unità operativa semplice di «Cardiologia del Congenito Adulto», che nel 2025 ha preso in carico circa tremila pazienti. E in questo contesto si inserisce anche l’Open Day del 14 febbraio, un appuntamento speciale per i GUCH (Grown Up Congenital Heart), ovvero per coloro che, da bambini con una malformazione cardiaca, sono diventati adulti.
L’evento, che si terrà nella sede di San Paolo fuori le Mura, in viale di San Paolo 15 a Roma, sarà aperto sia a chi è già seguito dal Bambino Gesù sia a chi proviene da altri centri.
Sarà possibile sottoporsi gratuitamente a controlli, inclusa la misurazione dei parametri vitali e l’elettrocardiogramma, senza necessità di prenotazione. Per maggiori informazioni scrivere all’indirizzo email guchunit@opbg.net . All’iniziativa parteciperà anche l’AICCA, l’Associazione Italiana Cardiopatici Congeniti Adulti. «Attraverso l’educazione, il supporto e la ricerca continua, il nostro obiettivo è migliorare la qualità e l’aspettativa di vita, promuovendo una gestione consapevole e personalizzata della loro condizione» conclude Montanaro.
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14 febbraio 2026
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