di
Carlos Passerini
L’arbitro ritenuto colpevole del clamoroso errore che è costato l’espulsione ingiustificata di Kalulu starà fermo almeno un mese. Il difensore invece non pagherà la plateale simulazione
L’arbitro La Penna verrà fermato. Inevitabile. Perché era posizionato bene, a due passi dall’azione. Avrebbe potuto e dovuto vedere dal campo, da solo, la simulazione di Bastoni. E smascherarla, sanzionando lui e non Kalulu col secondo giallo. Per questo verrà punito dai vertici arbitrali, che gli avevano affidato la partita per premiarlo dopo mesi di prove positive, nonostante non sia un internazionale. «Siamo molto dispiaciuti dell’episodio: – spiega all’Ansa Gianluca Rocchi, il designatore arbitrale – per la decisione di La Penna che è chiaramente errata e per il fatto di non aver potuto usare il Var per sanarla». Ma lo stesso Rocchi puntualizza, a proposito dell’atteggiamento dell’interista Bastoni: «La Penna è mortificato e gli siamo vicini, ma devo dirvi la verità che non è l’unico ad aver sbagliato: perché ieri c’è stata una simulazione chiara. L’ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti modi di fregarci».
Ciò detto La Penna rischia di stare a casa un mese. Non di più, perché il suo secondo tempo non viene giudicato in maniera del tutto negativa. Anzi. È stato bravo, secondo i suoi capi, a non perdere concentrazione una volta che nell’intervallo nel suo spogliatoio si è reso conto dell’errore, peraltro dopo il duro faccia a faccia con i dirigenti bianconeri all’ingresso del tunnel.
Rocchi sotto accusa
Ma sotto accusa, oltre a ovviamente a Bastoni, oggi più che mai ci sono anche loro, i responsabili dei fischietti, col designatore Rocchi accusato senza mezzi termini dalla dirigenza juventina a fine partita. «C’è un gruppo che non funziona. E c’è chi deve metterci la faccia. Oggi (ieri, ndr) non era neanche allo stadio» ha tuonato Chiellini. Qualche settimana fa il capo degli arbitri aveva minacciato le dimissioni se qualcuno avesse messo in dubbio la buonafede. Non succederà, non sono previsti colpi di scena in questo senso, non ora, a stagione in corso.
Il protocollo Var verrà modificato
A giugno, tirate le somme in coda a un’annata tremenda per i direttori di gara, con davvero troppi errori, sia nelle scelte di campo sia nell’applicazione del Var, si vedrà. Una cosa è certa: dal primo luglio, quindi col Mondiale, verrà finalmente modificato il famigerato protocollo Var con l’inserimento della revisione sulla seconda ammonizione. In buona sostanza, quanto avvenuto ieri a San Siro non dovrebbe succedere più. Anche se il tema qui è anche di natura comportamentale, non solo regolamentare. Gli appelli alla sportività sono caduti nel vuoto: a ogni giornata si vedono simulazioni, su tutti i campi, con giocatori che vengono solo sfiorati e urlano come se fossero stati pugnalati. Il video della sceneggiata di Bastoni, ma soprattutto della sua esultanza smodata dopo il rosso ingiusto all’avversario, continua a circolare sui social. E fa arrabbiare quanto l’errore dell’arbitro. Serve un cambio culturale, prima di tutto. Ma la strada è lunga.
Prova tv
Ecco quindi che, anche negli ambienti arbitrali, si torna a chiedere la reintroduzione della prova tv, ormai in disuso dopo l’avvento della Var ma mai formalmente abolita. La convinzione è che il rischio di essere squalificati per simulazione grazie alle immagini a partita finita diventerebbe un efficace deterrente contro i simulatori. Non è un’idea sbagliata. Lo strumento però è in mano alla giustizia sportiva, non agli arbitri. Quindi siamo solo alle ipotesi, alle proposte. L’unica certezza, oggi, è che ieri a San Siro è stata una figuraccia. E non solo per l’arbitro.
Bastoni non verrà squalificato
Ciò detto ad oggi Bastoni non può essere squalificato con la prova tv. Questo perché l’articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva, al punto 4, indica specificatamente quali comportamenti costituiscono «condotte gravemente antisportive» ai fini dell’acquisizione delle immagini da parte della Procura federale che, su segnalazione al Giudice Sportivo, può decidere di aprire un’indagine.
Eccole:
1) la evidente simulazione da cui scaturisce l’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra del calciatore che ha simulato;
2) la evidente simulazione che determina la espulsione diretta del calciatore avversario;
3) la realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano;
4) l’impedire la realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano.
In nessuno di questi è contemplata la simulazione di Bastoni: la simulazione non ha portato a un rigore, ma a un cartellino rosso, in questo caso però non diretto.
15 febbraio 2026 ( modifica il 15 febbraio 2026 | 14:25)
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