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Francesco Battistini, inviato a Cortina
Quinta medaglia olimpica in carriera per Federica Brignone, già oro in SuperG. Federica-la Tigre nella storia: a quasi 36 anni è la più anziana campionessa olimpica dello sci alpino
CORTINA In ginocchio da te. Il mondo dello sci s’inchina a Federica Brignone e non è un modo di dire: lo fanno davvero. Sara Hector, la svedese, Thea Louise Stjernesund, la norvegese, quelle arrivate dietro di lei, le corrono incontro come fossero compagne di squadra. S’azzerbinano, devote, e l’omaggiano come si fa con una divina. Ci voleva Fede ed eccola qua: la Tigre ruggisce nel circo bianco delle Tofane, e non ce n’è per nessuno. Dieci mesi di buio, e non sentirli. Tre giorni di pressione, e non accorgersene. A 35 anni e 213 giorni, Federica Brignone è l’oro che tutti aspettavamo, sperandoci e non credendoci. Il secondo trionfo, prezioso quanto l’altro e forse più: porta l’Italia a venti medaglie, come fu quella miniera di podi di Lillehammer 1994, porta la storia nel paradiso di Cortina. Pochi minuti e le medaglie diventano 22.

Brignone, le Olimpiadi e la pista di oggi: «C’è solo da andar dritto»
«C’era solo da andar dritto…», l’aveva fatta facile lei, dopo la prima manche. Nelle tre ore prima della seconda discesa, era comparsa un attimo ai microfoni e la diceva così, quasi a tirarsi addosso il malaugurio: «No, è talmente facile… Questa a neve è facilissima… Il tracciato niente di speciale, si tratta solo d’andare dritto, a parte le prime curve. Io ho cercato d’attaccare, di essere pulita e di essere intelligente sui cambiamenti di terreno e alla fine bisogna invertire sempre prima del dosso, un po’ come il SuperG. Per me, è stato più facile. Io ho fatto una manche corretta, a tutta, e mi è venuta bene».
Dall’underdog all’understatement. E invece che neve, che oro. Ore 14.25, si capisce subito: «L’atmosfera qui dà un’adrenalina bellissima», Fede guarda intorno la tribuna che è un piccolo Maracanà, altro che il brasiliano di Bormio. La gara è tutta bandiere, trombe, una folla che balla, l’Olympia delle Tofane che così bella non s’era ancora vista, un bianco che è borotalco. «Tigri — aizza la speaker —, siete pronti a ruggire? Scende la sciatrice italiana più vincente di sempre!».
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I tigrotti degli spalti a ruggire e Fede la belva, lassù, a spingere il cancelletto della gabbia e buttarsi. È una Brignone tesa e rilassata, insieme. La placca nella gamba fa il suo mestiere — evitare fastidi —, la pressione nella testa se ne sta in un angolino. Come scende, si vede: meno zero e settantaquattro, meno zero e settantatré, meno zero e ottantaquattro, meno zero e novantasei, «forza che non hai nulla da perdere, né da dimostrare…!».
Prima anche nella seconda, e non c’è sciolina migliore dell’adrenalina.
Come si entra nel giorno più bello della tua vita? Alzando le braccia e mettendo le altre sciatrici in ginocchio, ai tuoi piedi. Inginocchiatevi. Dicono ora che farà la storia e non solo per l’abbraccio di Mattarella giovedì e dell’Italia intera quest’oggi: sulla soglia dei 36 anni, Fede è la più anziana campionessa olimpica dello sci alpino.
Dal 2018, il record era d’un discesista norvegese, ora con quest’oro è polverizzato anche lui. «Sono arrivata quaggiù e c’è un rumore pazzesco!», Federica si guarda intorno. «Sei meglio della Compagnoni!», le gridano dalla tribuna. Che la festa cominci. «Giuro che sono talmente senza parole che non riesco a capire. Quando ho tagliato il traguardo ho solo sentito le urla e non ho capito più niente».
15 febbraio 2026 ( modifica il 15 febbraio 2026 | 16:59)
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