Bollate, 15 febbraio 2026 – Caccia ad Alba Sevillano, un ecuadoriana di 42 anni, detenuta per omicidio in carcere a Bollate. La donna non è rientrata nella struttura di sicurezza dopo un permesso di cui stava godendo. Nel 2011 uccise Franca Monfrini, una pensionata di 81 anni, strangolandola nel suo appartamento in zona Bonola. Prima l’aveva aiutata a portare le borse della spesa.
Successivamente, dopo aver assassinato l’anziana, la sudamericana – che all’epoca viveva regolarmente in Italia – se l’era battuta con il suo portafoglio, al cui interno c’era la tessera del bancomat. Con questa aveva effettuato alcuni prelievi.
L’annuncio
A dare notizia dell’evasione è stato, per primo, Matteo Savino, vicesegretario regionale per la Lombardia del Sindacato autonomo Polizia penitenziaria (Sappe). La donna, con fine pena previsto nel 2032, non ha fatto rientro nell’istituto al termine del permesso. Sono in corso le ricerche da parte della Polizia penitenziaria.

Alba Sevillano sta scontando la pena dopo la condanna per l’omicidio di Franca Monfrini nel 2011. In questa immagine la donna equadoriana in un frame risalente all’epoca delle indagini
Savino definisce l’accaduto “un evento irresponsabile e gravissimo”, sottolineando tuttavia che il caso non deve mettere in discussione l’istituto dei permessi premio e delle ammissioni al lavoro esterno.
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La richiesta
Secondo il sindacato, sarebbe invece necessario un potenziamento del personale di Polizia penitenziaria nell’ambito dell’area penale esterna. Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del Sappe, per il quale “ora è prioritario catturare l’evaso”.

Un’immagine degli interni del carcere di Bollate (Archivio)
Capece chiede il rafforzamento dei presidi di polizia sul territorio, compresi gli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna, per garantire i controlli sulle misure alternative alla detenzione, sui permessi premio, sugli arresti domiciliari, sui trasporti e sui piantonamenti in ospedale. “Servono nuove assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria – conclude -. La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli”. Secondo il sindacato, sono oltre 141mila le persone coinvolte in Italia nell’esecuzione penale esterna.