di
Leonard Berberi

L’analisi del «Corriere» sugli scali di riferimento in Europa per i vettori a basso costo. Malpensa batte Bergamo, il peso del turismo in Spagna. Ecco i numeri

Barcellona è l’aeroporto dove le compagnie aeree low cost europee fanno più soldi; i due scali lombardi (Milano Malpensa e Bergamo) inseguono, mentre l’area di Londra (con Gatwick, Stansted, Luton, Southend e un po’ di Heathrow) si conferma il vero piatto ricco per chi trasporta passeggeri «senza fronzoli» nel Vecchio Continente. È quanto emerge dalle stime del Corriere, sulla base dei dati del 2025 forniti da diverse piattaforme specializzate e tenendo conto di Ryanair, easyJet, Wizz Air, Vueling e Transavia, escludendo dal computo gli incentivi erogati dalle società di gestione.

Lo scettro a El Prat

La città catalana, da un lato, beneficia del fatto di essere la base di Vueling, una delle principali low cost d’Europa (parte di Iag, gruppo che controlla anche British Airways, Iberia, Aer Lingus e Level). Dall’altro lato beneficia della sua doppia natura di hub per i giovani (con l’Erasmus in testa) e per il turismo estivo. Per questo, nell’intero 2025, i vettori a basso costo considerati hanno registrato 3,2 miliardi di euro di ricavi dai passeggeri in partenza dallo scalo di El Prat. 



















































La top ten

Anche Gatwick — il secondo scalo di riferimento di Londra — trae vantaggio dalla presenza massiccia di easyJet, ma si trova pure in un’area dove milioni di persone si spostano ogni anno per vacanza e sono disposte a pagare anche più della media del Paese (e del continente). Con un bacino così esteso di clienti, Gatwick ha fatto registrare alle low cost 3,1 miliardi di euro di ricavi nell’ultimo anno. Amsterdam e Stansted si contendono il terzo gradino del podio con 1,8 miliardi a testa.

Il peso delle vacanze

La vocazione «vacanziera» spiega anche la posizione così alta di Malaga, porta d’accesso alla Costa del Sol, così frequentata — in particolare dagli inglesi — (1,7 miliardi di euro), di Manchester (1,6 miliardi) e di Luton (1,6 miliardi), portando a tre il numero di aeroporti londinesi nella top ten. Subito dopo ecco Milano Malpensa con 1,6 miliardi di euro, Alicante con 1,5 miliardi e Roma Fiumicino con 1,4 miliardi.

In Italia

Fuori dai primi dieci scali, tra gli altri italiani figurano Bergamo-Orio al Serio (1,1 miliardi), Napoli (oltre 800 milioni) e Catania (più di 700 milioni). Bologna (550 milioni) supera Palermo (510 milioni), mentre Bari (480 milioni) precede Pisa (450 milioni). È bene ricordare che questi numeri non considerano i ricavi generati da altri vettori, tradizionali, charter, eccetera.

Per aree

Raggruppando gli scali per area urbana, Londra raccoglie 6,5 miliardi di euro nel complesso grazie ai suoi impianti (escluso London City dove non operano low cost). Barcellona finirebbe seconda (pur essendo un solo aeroporto), mentre Milano — sommando Malpensa, Linate e Bergamo, quest’ultimo considerato scalo dell’«area» — salirebbe al terzo posto con quasi 3 miliardi.

Tra i vettori

Qual è invece la situazione prendendo in esame le singole compagnie low cost? Anche in questo caso non sorprende l’accoppiata vettore–hub di riferimento. Vince, nella corsa ai ricavi, easyJet che, con le sue operazioni a Gatwick nel 2025, ha registrato 2,5 miliardi di euro di ricavi dai passeggeri in partenza. Segue Vueling che a Barcellona sfiora i 2 miliardi, mentre Ryanair è terza con 1,7 miliardi a Stansted. E se easyJet registra un fatturato significativo anche a Ginevra (1,1 miliardi), Ryanair raggiunge il miliardo a Bergamo.

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15 febbraio 2026