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Rosita Celentano ne è sicura: «Adriano Celentano è il padre migliore che avessi mai potuto avere». Un padre che «non mi ha mai fatto mancare la sua presenza e il suo affetto». E quando qualche settimana fa, «papà ha compiuto ottantotto anni, per me è stata l’occasione di ribadirgli che è da sempre la mia guida, il maestro che mi obbliga a riflettere e a mantenere l’empatia verso ogni essere vivente. Lo ringrazio anche per avermi sempre ascoltato e “indicato il sentiero” e soprattutto per avermi sempre rallegrato con la sua innata “follia”». Parole d’amore di Rosita Celentano pronunciate al settimanale DiPiù.
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Al settimanale diretto da Osvaldo Orlandini poi Rosita parla di suo padre come di una persona che «con noi figli ha sempre voluto giocare e scherzare.
Credo, infatti, che la mia eterna voglia di giocare derivi proprio da lui. In questo, è stata brava anche mia madre, che ci ha garantito la possibilità di essere bambini normali, che potevano fare giochi semplici che stimolavano la nostra creatività. (…) Mio padre mi ha sempre aiutato a capire ciò che mi accadeva intorno». L’ha spiegato a lei che è la più grande, a Rosalinda e Giacomo.
Un padre che «non si è mai dato arie o fatto pesare il suo successo». E ricorda che «quando papà faceva il compleanno, il 6 gennaio, nel periodo tra i miei otto e i miei diciassette anni, organizzavamo un festival dove, assieme ai figli degli amici di papà, ballavamo, cantavamo e recitavamo». Una tradizione che poi si è persa.
Poi racconta la sua adolescenza: «Ho sempre vissuto come se fossi “sotto le telecamere del Grande fratello”, in particolare quando ho iniziato a essere adolescente. Fotografi, giornalisti, tutti volevano sapere di me. Scavavano nella mia vita. All’epoca, chiunque si permetteva di giudicarmi e questa cosa l’ho sofferta». Per esempio quando la giudicavano «su tutte le false relazioni che mi venivano attribuite, l’ho vissuta come una tremenda violazione della mia sfera personale. Non ritenevo affatto giusto che le persone parlassero di me senza conoscermi.(…) Anche qui, mio padre è stato fondamentale, lui mi ha sempre detto: “La cosa più importante è andare a letto con la coscienza pulita, il resto non conta nulla. Se dicono una falsità su di te, non perdere tempo a smentire, fai finta di niente e vai avanti”. Ed è proprio quello che ho imparato a fare».
Un padre che è sempre lì, anche oggi. Per Rosita nulla è cambiato. «Adriano è un grande papà, che nella testa dimostra quarant’anni. Papà è un uomo buono. Ho anche preso il suo testimone sulle battaglie sociali che riguardano la protezione dell’ambiente, quella degli animali e di tutto il Creato. È questo che amo di mio padre: il fatto che sia rimasto una persona semplice, con i valori di una volta, una persona che non si è mai fatta “ingannare” dal successo. Tutto quello in cui crede me l’ha dimostrato con i fatti. Mi creda, mio padre è un esempio di vita che seguirò fino all’ultimo mio respiro».
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