di
Mario Gerevini

José Auriemo Neto ha comprato palazzo Taverna dalla marchesa Manzone Medici del Vascello. Il vincolo storico-artistico sul palazzo e le Cinque Giornate. La scrittura privata di Galliani. L’investimento in Sardegna della Jhsf di Neto con Bizzi e Simonelli, presidente della Lega Serie A

Le voci giravano da qualche settimana: un ricco sudamericano a caccia di immobili di lusso, il palazzo a due passi dal Duomo, il famoso manager berlusconiano «sfrattato», il prezzo stratosferico, la nobildonna che incassa

Le carte dell’operazione nel cuore del Quadrilatero

Tradotto con le carte in mano: José Auriemo Neto, 49 anni, ha acquistato in via Bigli, nel cuore di Milano tra via Montenapoleone e via Manzoni, «Palazzo Taverna Medici del Vascello», un immobile dalla storia plurisecolare, «prezioso manufatto architettonico – si legge nei documenti tecnici della transazione – e vero e proprio luogo della memoria risorgimentale».
Adriano Galliani è tra gli inquilini vip che probabilmente dovranno lasciare i loro lussuosi appartamenti. Nessuno sfratto, però, contratto non rinnovato. Le scritture private sui tempi di uscita sono già state sottoscritte con la parte venditrice.
Prezzo della compravendita: 52,5 milioni, cioè oltre 22 mila euro al metro quadrato, compresi 169 mq di autorimesse e cantine. 
Ma chi è José Auriemo Neto? Qual è la storia del palazzo? Chi è la venditrice che ha realizzato 52,5 milioni? E cosa dice la scrittura privata firmata da Galliani?



















































Un ricco brasiliano compra il palazzo delle Cinque Giornata a Milano: 53 milioni per il gioiello del Risorgimento. E via gli inquilini, tra cui Galliani

Il portafolgio di Jhsf e José Auriemo Neto

L’imprenditore brasiliano (residente in Uruguay) è a capo della holding Jhsf Capital di San Paolo fondata dal padre Fabio Roberto Chimenti Auriemo (residente in Svizzera). Jhsf ha un portafoglio internazionale concentrato sul real estate di lusso: progetti residenziali, shopping center, hotel e ristoranti. È un gruppo di medie dimensioni nel panorama dei giganti del settore. Così dicono anche i numeri di bilancio dove però spicca una redditività record: fatturato 2024 di circa 280 milioni di euro con un utile di ben 136 milioni. È quotato alla Borsa di San Paolo e il titolo nell’ultimo anno è balzato del 150% arrivando a circa un miliardo di capitalizzazione.

Già dallo scorso autunno l’imprenditore brasiliano aveva mandato avanti i suoi intermediari per chiudere la trattativa milanese complicata dal fatto che il fabbricato di via Bigli è sottoposto a vincolo storico-artistico con prelazione (non esercitata nel termine del 21 dicembre scorso) a favore del ministero della Cultura e altri enti competenti.

Il resort in Sardegna

È la prima volta che la Jhsf si muove sul mercato milanese ma la seconda in Italia. La scorsa estate infatti, da capofila con alcuni partner, ha dato avvio in Sardegna nei pressi di Porto San Paolo, di fronte all’isola di Tavolara, a un progetto di investimento su un terreno di 50 ettari che include un hotel di alta gamma (Fasano è il marchio del gruppo) con circa 50-60 camere, 30 ville private, beach club, spa e marina.

Il presidente della Lega Calcio e l’immobiliarista

E qui nella cordata di investitori di minoranza compaiono anche l’immobiliarista Davide Bizzi e il presidente della Lega Calcio Serie A, Ezio Simonelli, con alcuni familiari. Per come è strutturata l’operazione milanese, con vari veicoli societari, è probabile che anch’essa coinvolga investitori terzi. Per adesso tuttavia non è chiaro che cosa Neto vorrà fare di Casa Taverna anche se la destinazione hotel di lusso sembra quella più in linea con le strategie di Jhsf. 

La storia del palazzo

Palazzo Taverna ha origini antiche, ma l’aspetto attuale è l’effetto soprattutto dei rifacimenti del XVI secolo. Non è grande, è su tre piani, ha 8 abitazioni, «una facciata sobria e armoniosa – si legge nella “Dichiarazione di conformità urbanistica-catastale” presente nel fascicolo della compravendita – con linee tipicamente lombarde». All’interno un cortile porticato con colonne di granito.
Nel marzo 1848, durante le Cinque Giornate di Milano, nella casa di via Bigli si costituirono il Comitato di Guerra degli insorti e poi il Governo Provvisorio di Milano dopo il rifiuto dell’armistizio proposto dal maresciallo Radetzky. C’è una targa sulla facciata che lo ricorda: «IN QUESTA CASA MENTRE IL POPOLO COMBATTEVA NELLE CINQUE GIORNATE DEL MARZO MDCCCXLVIII IL COMITATO CENTRALE DELL’INSURREZIONE RESPINSE L’ARMISTIZIO OFFERTO DAL GENERALE RADETZKI E SI COSTITUI’ IN GOVERNO PROVVISORIO». 

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Da conti a marchesi

Nei secoli è passato di mano più volte: dai conti Taverna ai Trivulzio, dai marchesi Medici del Vascello fino alla marchesa Rossella Manzone, 68 anni, che ha ereditato il palazzo nel 2023. E che ora, dopo il rogito dal notaio milanese Ciro de Vivo a fine 2025, ha ricevuto da Jhsf gli oltre 50 milioni tramite il Banco Btg Pactual e Safra National Bank di New York. Gli intermediari immobiliari della Lincs Estate hanno incassato oltre mezzo milione per la mediazione

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La disdetta a Galliani

E il contratto di locazione di Adriano Galliani stipulato nel gennaio 2022? Già dal giugno 2025 la marchesa, presumibilmente in vista della vendita, gli aveva comunicato «il diniego di rinnovo – è scritto nelle carte dell’operazione – alla prima scadenza». Poi in seguito «hanno sottoscritto una scrittura privata con cui» la stessa marchesa «ha concesso al conduttore di poter continuare ad occupare la porzione di fabbricato condotta in locazione fino al 30 giugno 2026». Poi si vedrà: ora tutto è in mano al brasiliano José Auriemo Neto.

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16 febbraio 2026 ( modifica il 16 febbraio 2026 | 08:23)